Landini si preoccupa dei lavoratori... argentini!

2545
Landini si preoccupa dei lavoratori... argentini!


di Fabrizio Verde

"Siamo al fianco della protesta dei lavoratori argentini contro le riforme liberiste di Milei che mettono in pericolo la democrazia. Per questo faremo un presidio davanti l'ambasciata argentina". Così il segretario della Cgil Maurizio Landini in un videomessaggio.

Ma scusate un attimo, non è lo stesso Landini che, in patria, assiste silenziosamente all'implementazione di politiche di segno uguale? È davvero esilarante vederlo indignarsi contro Milei in Argentina, mentre qui in Italia le riforme tanto amate dai neoliberisti vengono sostenute dagli stessi sindacati confederali, compresa la sua cara CGIL.  

Ma la commedia non finisce qui. Landini si schiera con i lavoratori argentini contro le riforme ultra-liberiste di Milei, lamentando un presunto pericolo per la democrazia. Eppure, a casa sua, in Italia, non sembra preoccuparsi troppo della salute democratica mentre le politiche neoliberiste avanzano indisturbate. Anzi, senza andare troppo indietro nel tempo, Landini non ha avuto nulla da obiettare quando il governo italiano imponeva in tempo di pandemia la vaccinazione ai lavoratori italiani, tramite il tristemente noto green pass, pena l’esclusione dal posto di lavoro e quindi il licenziamento. Al governo in Italia c’era un certo Mario Draghi con cui Landini andava letteralmente a braccetto.

Non dimentichiamo che Milei, il "nemico argentino" di Landini, e Mario Draghi, il paladino delle politiche economiche europee, hanno molto più in comune di quanto il Segretario della CGIL può ammettere: le loro opinioni sulla politica economica, la loro difesa della liberalizzazione del mercato e la loro passione smodata per la stabilità monetaria. Sia Milei che Draghi sostengono l’importanza della libertà individuale e il ruolo dei mercati nel guidare una fantomatica crescita economica, che in ambito neoliberista nel migliore dei casi è impoverente. Sia Milei che Draghi sono forti sostenitori della liberalizzazione  e della flessibilità del mercato del lavoro. Infine, entrambi gli economisti sono fervidi sostenitori del raggiungimento della stabilità monetaria. Milei e Draghi credono che una valuta stabile sia il fondamento di un’economia sana. Entrambi sostengono l’importanza del controllo dell’inflazione e del mantenimento della stabilità dei prezzi per garantire la crescita economica e la prosperità. Milei sottolinea spesso la necessità di una banca centrale indipendente – fino al termine della campagna elettorale prometteva di chiuderla - che dia priorità alla stabilità monetaria a lungo termine rispetto agli obiettivi politici a breve termine. Allo stesso modo Draghi.

In conclusione, sebbene Milei e Draghi possano provenire da background diversi, condividono significativi punti di contatto e somiglianze nelle loro convinzioni e azioni economiche. Un ambito dominato dalle privatizzazioni selvagge, la svendita dei paesi, la precarizzazione del lavoro sacrificato sull’altare del profitto capitalistico. Quindi, caro Landini, la prossima volta che ti appresti a denunciare le politiche neoliberiste al di là dell'oceano, ricordati di dare uno sguardo critico a quanto accade nel tuo cortile.

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti