"L'appoggio degli Stati Uniti ai curdi ha aperto nuovi conflitti in Siria"

Alcuni analisti statunitensi ritengono che la strategia di Washington in Siria ha aperto la strada per la nascita di nuovi conflitti nel paese arabo.

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"L'appoggio degli Stati Uniti ai curdi ha aperto nuovi conflitti in Siria"

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In un articolo pubblicato sul siti web statunitense, "The Intercept", si sottolinea come l'iniziativa degli Stati Uniti rafforzando il potere dei suoi alleati curdi in Siria nella lotta contro l'ISIS, ha causato l'intervento diretto della Turchia in Siria.
 
La pubblicazione fa notare che la Turchia ha lanciato un'operazione militare in Siria per espellere l'ISIS e, allo stesso tempo, "rallentare" le forze curde che godono il sostegno di Washington. Inoltre, si spiega che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, teme che questi gruppi comincino a creare una zona autonoma nelle zone di confine.
 
La retorica bellicosa di Ankara contro la Siria rappresenterebbe una significativa escalation di violenza nel suolo siriano e rivela come l' Amministrazione Erdogan intenda adottare una posizione più "aggressiva" nella sua politica estera, dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio scorso e  le purghe successive.
 
Ankara sostiene che il suo intervento militare mira ad eliminare l'ISIS, ma non esclude l'intenzione di combattere anche i loro avversari curdi.
 
Mete Sohtaoglu, un esperto turco per gli affari del Medio Oriente, è convinto che la Turchia cerchi di rafforzare i gruppi che sostiene per adottare un ruolo più centrale nella politica siriana.
 
Wladimir van Wilgenburg, un altro esperto del Medio Oriente, ha dichiarato che l'ISIS ha controllato una vasta area vicino ai confini turchi senza che Ankara facesse nulla. La Turchia, secondo l'esperto, ha reagito solo quando si sentiva preoccupato per la possibilità di un'alleanza tra curdi e le forze democratiche siriane SDF.
 
Il governo siriano considera l'intervento militare turco nel suo territorio come una violazione della propria sovranità nazionale.
 

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