Lettonia: no al russo come seconda lingua ufficiale
Nella votazione di domenica in Lettonia, il referendum costituzionale per l'introduzione del russo come seconda lingua ufficiale è stato rigettato dalla stragrande maggioranza degli elettori lettoni. Più precisamente, il 76,5% degli aventi diritto al voto ha rigettato la proposta.
La campagna elettorale è stata caratterizzata da un clima acceso, a sottolineare le tensioni politiche ed etniche a 20 anni dall'indipendenza dal collasso dell'Unione sovietica.
La votazione referendaria era stata richiesta dalla Latvia's pro-Russian lobby, da sempre impegnata nel denunciare la mancanza di eguaglianza di diritti per i cittadini russi. Molti lettoni hanno visto il voto come un tentativo del Cremlino di accrescere l'influenza nel paese e spingere il paese nella zona d'influenza russa. “E' un voto sulle fondamenta dello stato lettone”, ha dichiarato il Primo ministro Valdis Dombrovskis durante la campagna elettorale. Circa un terzo dei 2 milioni di abitanti è madrelingua russa, ma non tutti hanno il diritto di voto, in quanto molti non hanno superato il test di lingua lettone, requisito necessario per il rilascio della cittadinanza.

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