Liberata Rossella Urru

Secondo il portavoce dell'organizzazione radicale islamica Ansar Al Din, la cooperante italiana rapita in Algeria lo scorso ottobre sarebbe stata rilasciata

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Liberata Rossella Urru

 

Rossella Urru, la cooperante italiana rapita in Algeria lo scorso ottobre, dovrebbe essere libera. La giovane di Samugheo, in provincia di Oristano, sarebbe stata infatti rilasciata e affidata a dei mediatori, secondo il portavoce dell'organizzazione radicale islamica Ansar Al Din, Sanda Ould Boumama. Insieme a Urru liberati anche gli altri due cooperanti spagnoli portati via dal campo di rifugiati vicino a Tindouf, in Algeria (Ainhoa Fernández del Rincón ed Enric Gonyalons).
Interpellata sulle voci di liberazione, che sarebbe avvenuta nella regione tra Timbuctu e Gao, in Mali, la Farnesina sta verificando la notizia attraverso tutti i canali disponibili. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi segue la questione personalmente e attraverso l'Unità di crisi. Boumama ha dichiarato all'agenzia Reuters che «i tre ostaggi sono stati liberati nella regione di Gao», aggiungendo di ritenere che si trovino sotto la tutela di mediatori provenienti dal Burkina Faso. Tra gli italiani rapiti all'estero ancora prigionieri Urru e Maria Sandra Mariani (da febbraio 2011 prigioniera in Algeria) riguardano l'Africa.
Secondo la stampa spagnola la liberazione dovrebbe essere avvenuta «senza condizioni», e l'agenzia spagnola Efe conferma attraverso fonti anonime del governo spagnolo la liberazione dei tre, aggiungendo che un aereo dell'aviazione spagnola decollerà nelle prossime ore per recuperare i due spagnoli, mentre Urru viaggerà verso l'Italia. Un portavoce del ministero degli Esteri ha aggiunto: «Il processo di liberazione è quasi concluso, è stato ritardato da una tempesta di sabbia». E la ong Mundubat, cui appartiene Gonyalons, ha spiegato che pur mancando la conferma ufficiale le prospettive erano positive già dopo la scorsa settimana, quando una riunione del gruppo di negoziazione in Burkina Faso aveva dato esito positivo. Il portavoce Unai Morán ha aggiunto che il riserbo è probabilmente dovuto al rischio che sorgano i problemi con i mediatori.
Le notizie hanno riacceso la speranza a Samugheo, il paese d'origine della cooperante. I genitori sarebbero partiti già in mattinata per Roma. Lo zio Mario Sulis si è sbilanciato: «Stavolta sembra proprio la volta buona», frenando però gli entusiasmi pensando a quanto accaduto lo scorso marzo.

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