Libia/ Attentato contro ambasciata tunisina
L’episodio è soltanto l’ultimo di una lunga serie di attacchi verso obiettivi stranieri che si sono verificati in Libia dalla deposizione di Gheddafi.
L’ambasciata tunisina a Tripoli è stata colpita da una bomba artigianale che ha causato danni, ma non feriti. L’episodio è soltanto l’ultimo di una lunga serie di attacchi verso obiettivi stranieri che si sono verificati in Libia dalla deposizione di Gheddafi.
L’attentato è però stato messo in relazione, oltre che con l’instabilità interna alla Libia, anche con la recente decisione del Governo tunisino di estradare l’ultimo Premier dell’era Gheddafi, Al Baghdadi Al Mahmoud. Proprio questa decisione potrebbe aver armato gli attentatori, probabili sostenitori del dittatore libico.
L’autorizzazione a procedere all’estradizione ha dato vita anche ad uno scontro tra poteri in Tunisia. Il Presidente Marzouki ha infatti criticato l’autorizzazione all’estradizione decisa unilateralmente dal capo del Governo, senza prima consultarsi con la Presidenza che già in passato si era detta contraria ad estradare Mahmoud in quanto non vi erano garanzie che questi sarebbe stato giudicato sulla base di un processo equo. Lo scontro rivela anche le due anime politiche su cui si regge la coalizione di governo tunisina: il partito islamico moderato di Ennahda e il partito laico del Congresso per la Repubblica. Il Primo Ministro, Hamadi Jebali, è Segretario Generale di Ennahda mentre il Presidente, Moncef Marzouki, è il leader di Congresso per la Repubblica.
Per protestare contro la decisione di Jebali, i partiti di opposizione hanno indetto uno sciopero e abbandonato il Parlamento dopo averne interrotto i lavori.

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