Libia: Il CNT invia l’Esercito nelle regioni occidentali
Il Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) ha inviato l’Esercito per sedare gli scontri che da qualche giorno vedono fronteggiarsi la milizia Zintan e i membri della tribù al-Mashashia, nella Libia occidentale. Il risentimento tra i due gruppi, uno, gli Zintan, protagonista della caduta di Gheddafi e l’altro, i Mashashia, rimasto ai margini della ribellione, è emerso fin dallo scorso dicembre, provocando vittime in entrambe le fazioni. Il riacutizzarsi degli scontri tra le due milizie ha indotto il governo libico a dichiarare “zona militare” un’area che da Tripoli si estende per 150 km e comprende i centri di Zintan , Mizdah e Shegayga. Haramain Mohammed Haramain , uno dei tre vice Primo ministro libici, in una dichiarazione ai giornalisti, ha chiesto un cessate il fuoco immediato. Compito dell’Esercito sarà, quindi, quello di vigilare sull’applicazione e il mantenimento del cessate il fuoco e proteggere i civili, con la possibilità di ricorrere alla forza se necessario.
Tutta la rivalità tra le diverse tribù è riemersa con la fine del regime di Gheddafi e oggi, con un’autorità centrale, il CNT, debole e una facile disponibilità d’armi, la Libia è preda delle varie milizie che si scontrano per il controllo dei territorio.
Il timore diffuso è che le violenze possano mettere a repentaglio le elezioni dell’Assemblea Costituente, in programma per il 7 luglio prossimo. La campagna elettorale per le prime elezioni democratiche in più di 40 anni è ufficialmente aperta dal 18 giugno

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