L'incubo Sharia per l'Egitto

L'imponente manifestazione di venerdì dei salafiti pone pressione a Morsi sulla forma della nuova Costituzione

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L'incubo Sharia per l'Egitto

Il “Venerdì della Sharia” che ha raccolto per le strade de Il Cairo oltre 10mila salafiti egiziani si colloca all’interno dell’aspro dibattito in corso in Egitto fra islamisti e liberali sulla stesura della nuova Costituzione. Lo scontro rischia di creare una profonda spaccatura politica fra i due fronti oltre che un’incrinatura all’interno dello stesso fronte islamista. Mentre i Fratelli Musulmani sono favorevoli ad una graduale applicazione della Sharia, i principali gruppi salafiti vorrebbero imporla immediatamente.
In particolar modo, la minoranza copta d’Egitto, che costituisce tra l'8 e il 10% della popolazione, è fermamente contraria alle richieste avanzate dai salafiti. Il neo eletto Papa copto, Tawadros II, ha recentemente espresso la sua opposizione ad una Costituzione che trasformi l’Egitto in uno Stato religioso. 
 
La Sharia nuova base della Costituzione? L’Assemblea Costituente, incaricata di redigere la nuova legge fondamentale dello Stato, ha diffuso una bozza ufficiale del progetto nel mese di ottobre. L’ articolo 2 del testo adotta i “principi” della Sharia quale fonte principale della nuova legislazione dello Stato egiziano. I gruppi islamisti ultraortodossi rifiutano questa formulazione, ritenendola troppo vaga. L’opinione di questi gruppi è che il richiamo a questi “principi” finirebbe per ignorare le specifiche leggi islamiche che disciplinano ogni ambito della vita privata e sociale dei cittadini, nei paesi islamici. Come chiarito dallo sheikh Hashem Islam, uno studioso conservatore di Al-Azhar e membro del Comitato per gli editti religiosi dell’istituzione religiosa sunnita, la corretta formulazione dell’articolo 2 dovrebbe decretare la legge islamica, e non i suoi principi, l’ “unica fonte di tutta la legislazione e porla al di sopra delle leggi nazionali e della Costituzione stessa”. Un nuovo articolo, secondo altri esponenti conservatori, dovrebbe prevedere che nessuna disposizione costituzionale possa essere in contrasto con i dettami della legge islamica.
  
La posizione di Fratellanza Musulmana. Chiamati a manifestare dalle sigle salafita meno note, i 10mila manifestanti che hanno affollato Piazza Tahrir venerdì 9 ottobre hanno invitato i Fratelli Musulmani “a fare ritorno sulla strada di Dio, poiché la Confraternita è stata sviata nell'applicazione della Sharia”. Alla marcia, che nelle intenzioni dei promotori avrebbe dovuto raccogliere almeno un milione di persone, non hanno preso parte le due principali formazioni islamiche del paese, la Fratellanza Musulmana e il partito salafita Al-Nour. Il portavoce della Fratellanza Musulmana, Mahmoud Ghozlan, aveva confermato che la Confraternita non avrebbe preso parte alle proteste chiarendo l’intenzione di inserire una nuova clausola alla bozza di Costituzione per spiegare ciò che si intende per "principi della Sharia". Yosri Hammad, vicepresidente di al-Nou, ha spiegato, invece, la linea adottata dal suo partito che, anziché tornare in piazza Tahrir a manifestare, preferisce impegnarsi in una campagna di sensibilizzazione dei cittadini egiziani per aiutarli “ a capire che l’applicazione della legge islamica è la scelta migliore” e “lavorare maggiormente all’interno dell’Assemblea Costituente”.
 
Gli sviluppi futuri della protesta. La protesta è stata organizzata dalla “Coalizione per la difesa della Sharia” che riunisce 16 partiti e movimenti politici salafiti egiziani su iniziativa del Partito della Costruzione dello Sviluppo, braccio politico del Gruppo Islamico (Gamaat Islamiya), formazione militante islamista. Il fondatore del Partito è Tarek El-Zomor, accusato dell’uccisione del Presidente Anwar Sadat nel 1981 e rilasciato, dopo 30 anni di prigione,  dal Consiglio Supremo delle Forze Armate.  
In un volantino circolato in piazza Tahrir venerdì si accusano “laici, liberali e esponenti di sinistra di non voler riconoscere la Sharia come fonte principale della legislazione e di insistere su temi, quali la parità tra uomini e donne e la difesa di quei trattati internazionali che sanciscono il rispetto di alcuni diritti come quello alla libertà sessuale, in palese violazione dei dettami della Sharia islamica". 
In una dichiarazione rilasciata qualche giorno prima, la Coalizione aveva chiarito che la manifestazione sarebbe stata organizzata anche per proteggere le conquiste della Rivoluzione dalla corruzione e dai “residui” del vecchio regime che si starebbero mobilitando per partecipare alle prossime elezioni parlamentari. La Coalizione si è scagliata in particolar modo contro l'attuale Procuratore Generale, Abdel-Meguid Mahmoud, accusato di lavorare per garantire l'impunità di alcuni esponenti dell’era  Mubarak
 
Critiche dei liberali al voto del 19 novembre. Nonostante le proteste e l’incertezza legata al destino dell’Assemblea Costituente, la bozza della nuova Costituzione dovrebbe essere pronta entro il 19 novembre, in largo anticipo rispetto alla scadenza fissata per dicembre. L'annuncio del voto imminente, unito alle dichiarazioni degli islamisti che davano per ultimato il 95% del progetto, ha scatenato nuovamente le critiche della componente liberale e di sinistra. Trenta membri dell'Assemblea hanno minacciato di non prendere più parte ai lavori in segno di protesta contro un voto giudicato “affrettato”, che non lascia spazio alla discussione e che non tiene conto del consenso generale dei membri o delle loro obiezioni, come dovrebbe invece essere in materia di Costituzione. Nella  dichiarazione che fissa il voto per il 19 novembre si stabilisce infatti che il progetto costituzionale risulterebbe adottato anche con una maggioranza di soli 57 voti su 100. Il progetto passerebbe poi all’attenzione del Presidente per essere approvato e  essere sottoposto a referendum nazionale. Tra i membri che hanno minacciato di ritirarsi figurano l'ex capo della Lega Araba, Amr Moussa, lo stesso portavoce dell’Assemblea Costituente, Wahid Abdel-Meguid, e Ayman Nour . 
 
Morsi il mediatore. Per cercare di riconciliare le varie posizioni, il presidente Mohammed Morsi, nei giorni scorsi, aveva incontrato gli ex candidati alle elezioni presidenziali. Il Presidente egiziano aveva tenuto colloqui con Amr Moussa, Hamdeen Sabbahi e Abdel-Moneim Abul-Fotouh. 
La prevalenza di islamisti in sede costituente è  sempre stata condannata dalla componente laico- liberale che non ritiene l'Assemblea realmente rappresentativa del tessuto socio-politico egiziano e quindi non in grado di elaborare una Costituzione che si fondi sul rispetto delle varie minoranze che lo compongono. 

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