L'Iran accusa l'UE di ipocrisia: "Ecco perché colpiamo le basi USA"
L'Iran rivendica gli attacchi contro le basi regionali coinvolte nelle operazioni contro il proprio territorio, definendoli atti di «legittima autodifesa». Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha ribadito il diritto di Teheran di condurre azioni di rappresaglia contro le «basi e le infrastrutture» regionali utilizzate per sferrare offensive contro il Paese. La dichiarazione giunge dopo che il Kuwait aveva denunciato una serie di incursioni ostili condotte con missili e droni.
«Gli Stati hanno il consolidato obbligo legale di non permettere che il proprio territorio o i loro beni vengano utilizzati per aggredire altri Paesi», ha scritto Baghaei in un post su X, richiamando alle proprie responsabilità le nazioni dell'area che ospitano installazioni militari occidentali.
Il portavoce iraniano ha inoltre accusato l'Unione Europea di applicare una «indignazione morale selettiva». Baghaei ha definito «ipocrita e sconsiderata» la posizione di Bruxelles, colpevole di condannare Teheran per «aver esercitato il proprio diritto all'autodifesa contro l'aggressione statunitense lanciata dalle basi nei Paesi vicini», mentre ignora l'origine degli attacchi subiti dall'Iran.
Sebbene il funzionario non abbia specificato quale nota ufficiale della diplomazia europea stesse contestando, il riferimento è chiaramente rivolto a un comunicato del Servizio Europeo per l'Azione Esterna (SEAE). Nei giorni scorsi, Bruxelles aveva censurato le operazioni iraniane in Kuwait, sostenendo che queste violassero la sovranità del Paese arabo e «rappresentassero una seria minaccia alla sicurezza e alla stabilità regionale».


