Lituania: l'austerità non paga. Trionfo delle sinistre

Il leader conservatore Kubilius che ha imposto un regime di rigore fiscale dopo la crisi del 2008 non confermato al potere

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Lituania: l'austerità non paga. Trionfo delle sinistre

La Lituania cambia volto politico. Nelle elezioni parlamentari di domenica, il partito di centro destra del premier Andrius Kubilius ha subito una pesante sconfitta, attestandosi al 11% delle preferenze. Trionfatori i due partiti di sinistra – il Partito Laburista primo a livello nazionale con il 19.8% dei voti ed il Partito social-democratico secondo con il 16,7% - che hanno dichiarato di aver già trovato l'accordo per la costruzione del nuovo esecutivo del paese. Insieme alle elezioni parlamentari, i lituani erano chiamati a votare sulla costruzione di una nuova centrale nucleare. I due terzi hanno deciso per il no.
Nonostante il plauso dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale alle misure d'austerità e di rigore di bilancio che Kubilius ha imposto alla Lituania, dunque il popolo lituano ha deciso di dare un'impronta diamentralmente opposto al futuro politico del paese. Kubilius è al potere dal 2008, quando la crisi finanziaria globale e soprattutto la fine del credito che le banche scandinave erogavano al piccolo stato baltico ha interrotto un periodo di forte crescita e posto il paese di fronte allo spettro del fallimento. Con il Pil crollato del 15%, un tasso di disoccupazione drammatico, che ha costretto migliaia di giovani ad emigrare, la Lituania è stata tra i paesi dell'UE più colpiti dalla crisi e tra i primi a reagire con l'imposizione di misure d'austerità. Per questo, sottolineano alcuni analisti, l'evoluzione a Lubiana può rappresentare un test di riferimento per quello che potrebbe accadere in Grecia, Spagna, Irlanda e ovunque la strategia è stata quella di imporre misure d'austerità.
Il leader social-democratico Algirdas Butkevicius ha già indicato quale sarà la nuova svolta politica del paese, promettendo di aumentare il salario minimo, di far pagare ai ricchi più tasse e rinviare il referendum per l'ingresso nell'euro al 2015, un anno dopo la data prefissata. I due partiti della prossima coalizione di governo hanno inoltre promesso di migliorare le relazioni con la Russia, ancora il principale partner commerciale della Lituania. 

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