Lo Yemen risponde: "Aeroporto per aeroporto" contro l'Arabia Saudita
Alta tensione tra Yemen e Arabia Saudita dopo il bombardamento dell'aeroporto internazionale di Sanaa da parte dell'aviazione saudita. In risposta, le Forze Armate yemenite hanno dichiarato di aver attivato la strategia "aeroporto per aeroporto, assedio per assedio", annunciando che ogni attacco alle infrastrutture civili yemenite avrà una risposta diretta contro obiettivi analoghi nel Regno saudita. Dopo aver colpito con missili balistici e droni l'aeroporto internazionale di Abha, le autorità militari di Sanaa hanno rivolto un avvertimento a tutte le compagnie aeree, invitandole a sospendere i voli nello spazio aereo saudita fino alla revoca del blocco imposto all'aeroporto della capitale yemenita. Secondo il portavoce delle Forze Armate, Yahya Saree, il raid su Abha ha raggiunto i suoi obiettivi e rappresenta solo l'inizio di una nuova fase della deterrenza yemenita.
Il messaggio di Sanaa va oltre la dimensione militare. Le autorità yemenite sostengono infatti che il problema non riguarda soltanto l'aeroporto della capitale, ma l'intero sistema di blocco terrestre, marittimo e aereo imposto al Paese. Per questo motivo la risposta, qualora l'Arabia Saudita decidesse di intensificare il conflitto, potrebbe estendersi a un numero crescente di infrastrutture strategiche. A rafforzare il segnale è stata la diffusione di un video intitolato "La risposta sta arrivando", nel quale vengono indicate alcune delle principali infrastrutture saudite considerate vulnerabili. Tra queste figurano gli aeroporti internazionali di Riyadh, Gedda e Dammam, i porti di Gedda e Jazan, il porto industriale King Fahd e il complesso petrolifero di Ras Tanura, uno dei nodi centrali dell'export energetico saudita.
Pur senza affermare esplicitamente che tutti questi obiettivi saranno colpiti, il messaggio è chiaro: secondo Sanaa, Riyadh non può continuare a bombardare il territorio yemenita aspettandosi che le proprie infrastrutture economiche ed energetiche rimangano al riparo dalle conseguenze del conflitto. Sul piano diplomatico, le Nazioni Unite cercano di evitare un'ulteriore escalation. L'inviato speciale dell'ONU per lo Yemen, Hans Grundberg, ha incontrato a Muscat le autorità omanite e il capo negoziatore di Ansar Allah, Mohammed Abdul Salam, chiedendo un'immediata de-escalation e la ripresa dei negoziati sotto l'egida delle Nazioni Unite.
Nel frattempo, però, gli sviluppi sul terreno sembrano seguire una logica diversa. Da Sanaa si sostiene che l'iniziativa militare sia ormai nelle mani delle Forze Armate yemenite e che la pressione sull'Arabia Saudita continuerà finché non verrà revocato il blocco che, come denunciano le autorità yemenite, rappresenta uno dei principali strumenti della guerra economica contro il Paese.
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