Lo Yemen risponde: "Aeroporto per aeroporto" contro l'Arabia Saudita

334
Lo Yemen risponde: "Aeroporto per aeroporto" contro l'Arabia Saudita

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Alta tensione tra Yemen e Arabia Saudita dopo il bombardamento dell'aeroporto internazionale di Sanaa da parte dell'aviazione saudita. In risposta, le Forze Armate yemenite hanno dichiarato di aver attivato la strategia "aeroporto per aeroporto, assedio per assedio", annunciando che ogni attacco alle infrastrutture civili yemenite avrà una risposta diretta contro obiettivi analoghi nel Regno saudita. Dopo aver colpito con missili balistici e droni l'aeroporto internazionale di Abha, le autorità militari di Sanaa hanno rivolto un avvertimento a tutte le compagnie aeree, invitandole a sospendere i voli nello spazio aereo saudita fino alla revoca del blocco imposto all'aeroporto della capitale yemenita. Secondo il portavoce delle Forze Armate, Yahya Saree, il raid su Abha ha raggiunto i suoi obiettivi e rappresenta solo l'inizio di una nuova fase della deterrenza yemenita.

Il messaggio di Sanaa va oltre la dimensione militare. Le autorità yemenite sostengono infatti che il problema non riguarda soltanto l'aeroporto della capitale, ma l'intero sistema di blocco terrestre, marittimo e aereo imposto al Paese. Per questo motivo la risposta, qualora l'Arabia Saudita decidesse di intensificare il conflitto, potrebbe estendersi a un numero crescente di infrastrutture strategiche. A rafforzare il segnale è stata la diffusione di un video intitolato "La risposta sta arrivando", nel quale vengono indicate alcune delle principali infrastrutture saudite considerate vulnerabili. Tra queste figurano gli aeroporti internazionali di Riyadh, Gedda e Dammam, i porti di Gedda e Jazan, il porto industriale King Fahd e il complesso petrolifero di Ras Tanura, uno dei nodi centrali dell'export energetico saudita.

Pur senza affermare esplicitamente che tutti questi obiettivi saranno colpiti, il messaggio è chiaro: secondo Sanaa, Riyadh non può continuare a bombardare il territorio yemenita aspettandosi che le proprie infrastrutture economiche ed energetiche rimangano al riparo dalle conseguenze del conflitto. Sul piano diplomatico, le Nazioni Unite cercano di evitare un'ulteriore escalation. L'inviato speciale dell'ONU per lo Yemen, Hans Grundberg, ha incontrato a Muscat le autorità omanite e il capo negoziatore di Ansar Allah, Mohammed Abdul Salam, chiedendo un'immediata de-escalation e la ripresa dei negoziati sotto l'egida delle Nazioni Unite.

Nel frattempo, però, gli sviluppi sul terreno sembrano seguire una logica diversa. Da Sanaa si sostiene che l'iniziativa militare sia ormai nelle mani delle Forze Armate yemenite e che la pressione sull'Arabia Saudita continuerà finché non verrà revocato il blocco che, come denunciano le autorità yemenite, rappresenta uno dei principali strumenti della guerra economica contro il Paese.

 

LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti