L'Ue ritira il premio Nobel per la pace

Ad Oslo diverse manifestazioni di protesta sull'opportunità della scelta in un momento storico di crisi

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In un clima di forte protesta, i presidenti delle tre principali istituzioni dell'Unione Europea hanno ritirato il premio Nobel per la pace ad Oslo. Presenti alla cerimonia la maggior parte dei leader degli stati membri, con la significativa assenza del premier inglese David Cameron, che ha mandato in sua vece Nick Clegg, principale sostenitore del progetto europeo del suo governo. Il presidente della commissione Nobel,Thorbjoern Jagland, ha ricordato come il premio sia figlio del periodo di pace che l'Europa ha garantito dopo due guerre mondiali e dichiarato alla platea che l'attuale crisi ha posto la sfida più difficile per il progetto, ma come le istituzioni europee non debbano piegarsi alle pericolose derive nazionaliste.
Il presidente del Consiglio, Herman Van Rompuy, della Commissione, Jose Manuel Barroso, e del Parlamento europeo, Martin Schulz, hanno tenuto un discorso congiunto, in cui hanno espresso ammirazione per i leader del dopo guerra in Francia e Germania, artefici dell'unità nella comunanza degli interessi economici. Van Rompuy ha indirettamente citato la famosa dichiarazione di John F Kennedy durante la guerra fredda "Ich bin ein Berliner", dichiarando di sperare che le future generazioni possano dire con orgoglio 'Ich bin ein Europaer'. Il presidente Barroso ha voluto rimarcare come in oltre sessant'anni il progetto europeo ha dimostrato come sia possibile che popoli e nazioni stiano insieme al di là delle frontiere per giustizia, libertà e pace. Barroso ha poi concluso ricordando la citazione di Giovanni Paolo II su come dopo la caduta del Muro di Berlino, l'Europa è stata in grado di “respirare con entrambi i suoi polmoni”.
Fuori la cerimonia,infine, si sono svolte diverse manifestazioni di protesta con la presenza di euroscettici, pacifisti ed ex vincitori del premio. Con la disoccupazione ad un tasso di livello record e le dure politiche di austerità supportate dalle istituzioni economiche, in molti hanno giudicato inappropriato la scelta della Commissione del Nobel per il clima di  tensione sociale in costante aumento.

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