L'Ue si spacca sul voto sullo stato palestinese

La Germania non sosterrà la richiesta del leader palestinese Abu Mazen all'Onu. Ennesima spaccatura europea

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L'Ue si spacca sul voto sullo stato palestinese

Nuova spaccatura dell'Unione Europea su un tema fondamentale di politca internazionale. Il portavoce del governo tedesco ha chiarito martedì che la Germania non sosterrà la richiesta all'Onu di elevare lo status della 'Palestina a Stato non membro osservatore'.
Il ministro degli Esteri britannico William Hague, parlando alla Bbc, ha dichiarato che la Gran Bretagna chiede ai palestinesi di rispettare tre condizioni: l'astensione dalla richiesta di entrare nella Corte Penale di Giustizia e nella Corte Internazionale di Giustizia, una ripresa immediata e senza condizioni dei negoziati di pace e che la risoluzione dell'Assemblea Generale non chieda al Consiglio di Sicurezza di seguirne le mosse.
La Spagna voterà a favore. Lo ha confermato il ministro degli esteri Josè Manuel Garcia-Margallo. "Domani, la Spagna voterà sì alla richiesta palestinese per coerenza con la nostra storia e perché crediamo che sia la soluzione più adeguata per avvicinarci alla pace", ha dichiarato Margallo in Parlamento. Il ministro ha spiegato che l'esecutivo di Mariano Rajoy avrebbe preferito non si arrivasse al voto in Assembea Generale delle Nazioni Unite, "perché ciò avrebbe significato passi avanti nei negoziati di pace come aveva suggerito il Quartetto" Ue, Usa, Onu e Russia. Margallo ha quindi criticato l'incapacità dell'Unione Europea di giungere ad una posizione comune. Il capo della diplomazia spagnola ha esortato, inoltre, l'Autorità Palestinese a utilizzare con "parsimonia" il nuovo statuto che probabilmente acquisirà e di evitare di denunciare Israele di fronte alla Corte Penale Internazionale. 
La Francia voterà a favore. Lo ha annunciato per primo il ministro degli Esteri, Laurent Fabius. Fabius ha ricordato la "posizione costante" di Parigi in favore del riconoscimento di uno stato palestinese, fin dal discorso del 1982 dell'allora presidente, Francois Mitterrand. Fabius, parlando davanti ai deputati in Assemblea nazionale, ha quindi annunciato formalmente che la Francia voterà "sì" alla risoluzione Onu sulla Palestina come stato osservatore non membro. La decisione di Parigi amplifica la prospettiva di una nuova spaccatura fra i Paesi Ue su un importante dossier di politica estera.
La Svizzera "voterà a favore" della richiesta palestinese diventare Stato non membro osservatore all'Onu. Lo ha annunciato oggi a Berna il ministro degli esteri svizzero Didier Burkhalter. Secondo il governo di Berna, la modifica di status all'Onu – da entità con statuto di osservatore a Stato osservatore – "consentirà di dare un nuovo impulso alla proposta di soluzione a due Stati in vista dei negoziati di pace israelo-palestinesi". Il governo svizzero aveva già definito la sua posizione in merito alla richiesta palestinese la settimana scorsa, ma la decisione, già trapelata nei giorno scorsi, è stata ufficialmente resa nota solo oggi

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