L'ultima speranza della "primavera araba"

La democrazia può ancora trionfare in Tunisia

2384
L'ultima speranza della "primavera araba"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 
Elliott Abrams del Council on Foreign Relations analizza, affidandosi alle opinioni di alcuni esperti, la situazione tunisina a tre anni dalla morte di Mohamed Bouazizi cheil 17 dicembre 2010 si diede fuoco a Sidi Bouzid, piccolo centro della Tunisia, dando inizio a cambiamenti epocali in Nord Africa e Medioriente
 
Come è facile osservare, la "primavera araba" non ha portato alla diffusione di pace, democrazia e diritti umani nel mondo arabo, che erano le speranze originali. Né l'Egitto, né la Siria, né la Libia hanno raggiunto le condizioni sperate dalla Comunità Internazionale. Ma in Tunisia, c'è ancora speranza.
 
La Tunisia è il luogo dove le rivolte arabe contro i dittatori sono effettivamente iniziate, con il rovesciamento del presidente Zine el-Abidine Ben Ali il 14 gennaio 2011. Da allora il percorso è stato tortuoso e caratterizzato da notevole violenza (anche se nulla al confronto con la Siria, la Libia o Egitto). Questa settimana, il governo islamista guidato del partito Ennahda si è dimesso, come parte di un accordo negoziato. Come David Pollock del Washington Institute for Near East Policy fa notare, questo evento “segna un momento estremamente raro - probabilmente la prima volta in assoluto - in cui un partito islamista ha volontariamente ceduto il potere politico, senza guerra civile, violenza di massa o l'intervento militare di qualsiasi tipo. In questo caso il partito è Ennahda, che ha guidato la coalizione di governo della Tunisia dopo aver ottenuto quasi il 40 % dei voti nelle elezioni post-rivoluzionarie dell’ ottobre 2011, ma da allora è stato ripetutamente invitato a dimettersi e permettere nuove elezioni sotto un governo  "tecnocratico" .
La culla della "primavera araba" è portatrice di un'altra lezione importante: che è possibile, almeno in linea di principio, per un governo islamico eletto dal popolo cedere il potere pacificamente. Può darsi che la società eccezionalmente laica della Tunisia, rispetto agli standard regionali, si offra come un improbabile modello per i suoi vicini. Questo tratto è quello che ha privato gli islamisti della maggioranza assoluta nelle prime elezioni libere del paese due anni fa, e anche ciò che in definitiva ha portato Ennahda alle dimissioni la settimana scorsa.”
 
 Il New York Times riferisce  che "questa piccola nazione del Nord Africa ancora una volta ha fatto un passo in avanti con un accordo politico tra islamisti e laici". Buona parte del merito è dovuto ai dirigenti delle due "parti": Beji Caid Essebsi  che guida un nuovo partito politico laico, Nidaa Tounes, e Rachid Ghannouchi, il leader del partito islamista Ennahda, con visioni diametralmente opposte sul futuro del paese. Ma dal momento che la crisi politica in Tunisia è esplosa, i due uomini si sono incontrati  almeno cinque volte per cercare di trovare una soluzione politica ".
Le divisioni in Tunisia sono profondamente tra laici e islamisti, tra coloro che hanno collaborato con l' ancien regime e coloro che hanno vissuto in esilio, anche tra città e campagna. Ma la Tunisia è una società più moderna, con una classe media più ampia, con più stretti legami con l'Europa, e un ruolo maggiore per le donne, che è tipico nel mondo arabo, e probabilmente ha le migliori possibilità di avere successo nel suo percorso verso la democrazia. Questo accordo di compromesso non era facile da raggiungere e potrebbe fallire, ma se avrà successo ricorderà gli obiettivi di  coloro che hanno partecipato alle rivolte arabe - dignità, giustizia, e qualche speranza per la democrazia. 
 
La Comunità Internazionale dovrebbe riflettere con attenzione su quello che può fare attraverso aiuti economici e sostegno politico. Il mondo arabo ha bisogno di un modello di democrazia elettorale di successo.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione di Geraldina Colotti Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione

Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia di Giuseppe Giannini Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia

Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

E' colpa loro di Giorgio Cremaschi E' colpa loro

E' colpa loro

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti