Mali : L’ONU valuta un intervento militare su richiesta dell’ ECOWAS
Una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza condanna i gruppi islamici che controllano il nord del Mali.
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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità la risoluzione S/RES/2056 sul Mali, nella quale si chiede la cessazione immediata delle ostilità da parte dei gruppi ribelli, collegati ad al – Qaeda, che detengono attualmente il controllo del nord del Paese. La Risoluzione, oltre ad invitare gli Stati a prevenire la proliferazione di armi nel Sahel e rafforzare la cooperazione regionale contro il terrorismo, contiene anche un’aperta condanna per il gruppo salafita di Ansar al Dine, responsabile della profanazione di diversi mausolei nella città di Timbuctù, atti, ammonisce il Consiglio, che potrebbero configurarsi come crimini di guerra.
Il documento non contiene però nessun riferimento ad un intervento militare sebbene il Consiglio abbia preso atto della richiesta dell’invio di un contingente di circa 3000 uomini da parte dei Paesi dell’ECOWAS. L’ONU ha infatti sollecitato l’ECOWAS ad insistere sulla strada della diplomazia assieme alle autorità maliane e all’Unione Africana, tuttavia ha chiesto che gli venisse sottoposta una relazione volta a chiarire obiettivi, mezzi, possibilità di riuscita e ripartizione degli oneri finanziari in vista di un eventuale assenso all’invio di Caschi Blu nel Mali.
A livello diplomatico, i tentativi di mediazione proposti dall’ECOWAS devono però registrare l’ennesimo rifiuto del Presidente ad interim, Dioncounda Traorè, di prendere parte ai colloqui organizzati dal Burkina Faso. I mediatori avevano in precedenza incontrato i delegati del gruppo di Ansar al Dine e del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad, il gruppo tuareg che ha sottratto a Bamako il controllo del nord del Paese, approfittando anche dell’incertezza istituzionale derivante da un golpe militare, ma venendo a sua volta scalzato dai gruppi islamici.
A Bamako, intanto, 2000 persone hanno protestato contro il dominio islamico nel nord chiedendo al Governo l’invio dell’Esercito per ripristinare l’ordine.

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