Mali: ECOWAS proroga il termine per un Governo di unità nazionale

Sarà il Presidente Traorè a guidare le consultazioni

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Mali: ECOWAS proroga il termine per un Governo di unità nazionale

Il Presidente ad interim Dioncounda Traorè ha ricevuto una proroga per la formazione di un Governo di unità nazionale. La Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale, ECOWAS, ha infatti concesso a Traorè una decina di giorni in più rispetto alla scadenza precedentemente fissata per il 31 luglio, “incoraggiandolo” ad operare con diligenza verso il raggiungimento di un’intesa governativa.
L’esistenza di un Governo centrale forte e stabile è visto dall’ECOWAS come un requisito indispensabile per poter procedere alla riconquista del nord del Mali, controllato dai gruppi islamisti. In un vertice tenuto il 31 luglio, i delegati dell’Organizzazione economica hanno inoltre ribadito la loro volontà di procedere ad un rapido dispiegamento di una Forza militare di circa 3300 uomini, aspettando di fatto solo l’autorizzazione dell’ONU. Parallelamente procedono gli sforzi di mediazione del Burkina Faso, il cui Presidente continua a tenere degli incontri con rappresentanti del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad e di Ansar al – Dine.
Traorè, rientrato a Bamako dopo due mesi di convalescenza trascorsi a Parigi, ha assunto personalmente il compito di condurre le consultazioni con tutte le forze politiche del Paese, esautorando di fatto il suo Primo Ministro,  Cheick Modibo Diarra , il cui operato è stato criticato da più fronti. Tre i nuovi organismi creati: un Alto Consiglio di Stato, un Consiglio Nazionale di Transizione, che riunirà forze politiche e della società civile, e una Commissione Nazionale che guiderà i negoziati con i gruppi armati che occupano il Nord.
Oltre ai gruppi islamisti nel nord, Traorè deve fronteggiare anche la notevole influenza che il Capitano Sanogo, autore del colpo di Stato militare del 22 marzo, continua ad esercitare sugli affari statali. Un rapporto pubblicato da Amnesty International, inoltre, accusa i soldati fedeli alla Giunta Militare di essersi resi responsabili di violazioni dei diritti umani e chiede al Governo maliano l’apertura di un’indagine sui numerosi casi di sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali e torture documentati nel rapporto.

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