Mali: i ribelli Tuareg espugnano importante città nel Nord

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Mali: i ribelli Tuareg espugnano importante città nel Nord

I ribelli separatisti Tuareg avrebbero espugnato la strategica localita' di Kidal, situata in piena fascia sub-sahariana oltre 1.600 chilometri a nord-est di Bamako, non lontano dalla frontiera con l'Algeria. Lo hanno riferito in via riservata fonti diplomatiche in contatto con civili residenti nella citta', assediata da giorni e da giovedi' sottoposta a pesanti bombardamenti. Gli insorti hanno approfittato del clima di caos in cui il Mali e' precipitato da una settimana, in seguito al colpo di stato militare che ha deposto il presidente legittimo, Amadou Toumani Toure'. Nel caso specifico non si tratterebbe pero' di guerriglieri dell'Mnla, il Movimento Nazionale per la Liberazione dell'Azawad, bensi' di miliziani di 'Ansar al-Eddine', una frangia ultra-radicale vicina all'Organizzazione di 'al-Qaeda' nel Maghreb Islamico. Stando alle fonti, sono entrati a Kidal da sud e si sono impadroniti in rapida successione dei due avamposti dell'Esercito regolare maliano. Un anonimo ufficiale di quest'ultimo ha spiegato peraltro che si sarebbe trattato di una mera ritirata strategica, cosi' da poter coordinare una controffensiva. 'Azawad' e' la denominazione con la quale i Tuareg indicano la loro madrepatria, comprendente il triangolo settentrionale del Mali ma anche, almeno in teoria, lembi di Niger, Algeria e pure del Burkina Faso. Da Kidal e' arrivata la testimonianza di Marc Danbele', funzionario pubblico. "Siamo chiusi in casa ma le linee telefoniche terrestri sono interrotte e alla televisione non trasmettono informazioni. Di tanto in tanto per le strade deserte della citta' passa un pick-up con a bordo combattenti ribelli", ha riferito alla Misna. "Il patriarca e le personalita' influenti della citta'", ha raccontato, "hanno avviato un negoziato con il capo dei ribelli, ma la situazione e' ancora molto confusa e le informazioni difficili da confermare". I combattimenti sarebbero cessati intorno alle 11 della mattina dopo essere ripresi all'alba. "Ieri", ha aggiunto, "abbiamo sentito colpi d'arma da fuoco fin verso l'una di notte e poi piu' nulla fino alle sette. In due ore e mezzo la situazione e' precipitata e i ribelli sono entrati in citta'" (ansa)

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