Mali: Il vertice ECOWAS si chiude senza progressi

Nel nord del Paese continuano le violazioni dei diritti umani e la distruzione dei mausolei

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Mali: Il vertice ECOWAS si chiude senza progressi

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Il 17 settembre si è tenuta ad Abidjan, in Costa d’Avorio, una riunione  dei Ministri degli Esteri e della Difesa dei Paesi membri della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS), preceduta da un vertice a livello di Capi di Stato Maggiore. Tema del vertice il dispiegamento di una forza internazionale per la riconquista del nord del Mali, controllato dai gruppi armati  di Ansar al Dine e del Mujao.
Nelle scorse settimane il Presidente Traorè aveva indirizzato una lettera al Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki -moon, chiedendo “sostegno e accompagnamento per far fronte alla peggior crisi della storia del Mali, per rafforzare le proprie capacità in materia di assistenza umanitaria, di negoziato e di riforma delle forze di sicurezza”. In un’altra missiva di inizio settembre, Traorè aveva fatto richiesta formale di “supporto logistico e aereo” all’ECOWAS, precisando come “il dispiegamento di forze militari sia inutile a Bamako, in conformità con i desideri della Giunta Militare che il 22 marzo ha rovesciato l’ex Presidente Traorè”.
Da tempo l’ECOWAS si era detta pronta a sostenere il dispiegamento di 3300 uomini attendendo di fatto solo il mandato del Consiglio di Sicurezza ONU , oltre che il suo sostegno logistico. 
Il vertice ECOWAS ha ribadito l’impegno dell’Organizzazione a “sostenere e incoraggiare il Mali nei suoi sforzi per la riconquista legittima della sua integrità territoriale”. La riunione si è conclusa senza però registrare nessun progresso concreto nell’invio del contingente militare anche a causa della spaccatura interna all’Organizzazione, tra fronte “interventista” e “neutralista”.
Nel nord del Mali continua intanto la distruzione dei monumenti religiosi. L’ultimo mausoleo distrutto è quello di Cheik El-Kebir, situato a circa 330 chilometri a nord di Gao. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, ha invece denunciato "le gravi e continue violazioni dei diritti umani e, eventualmente, crimini di guerra” che si stanno verificando nel nord del Mali.

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