Mali: L’ECOWAS si prepara ad un intervento militare
E intanto chiede un nuovo “Governo di unità nazionale”
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Il Primo Ministro Cheick Modibo Diarra si è recato venerdì a Parigi per incontrare il Presidente ad interim Dioncounda Traoré e presentargli la sua proposta di “apertura politica a tutte le forze del Paese” per procedere, poi, alla riconquista del nord del Paese, occupato da gruppi islamisti.
Traoré sta trascorrendo in Francia la sua convalescenza a seguito di un’ aggressione subita il 21 maggio scorso a Bamako.
La creazione di un governo di larghe intese era la principale richiesta avanzata dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS) in cambio del suo sostegno per il rafforzamento delle Forze Armate maliane nello svolgimento dei propri compiti sovrani, ossia la “difesa della Patria”. L’ECOWAS ha minacciato di non riconoscere più il Governo maliano se entro il 31 luglio non verrà creato un “nuovo esecutivo di unità nazionale”.
La Comunità appare comunque intenzionata a inviare un contingente di 3000 militari per procedere alla riconquista del nord del Mali, sottratto alle autorità maliane dal Movimento di Liberazione dell’Azawad (MNLA) ed oggi occupato dai gruppi islamici di Ansar al Dine, MUJAO e AQIM. Intervento militare più volte invocato dalle stesse autorità di Bamako e giudicato “probabile” dallo stesso Capo della diplomazia francese, Laurent Fabius. L’ONU non ha però ancora concesso nessun mandato. Parallelamente, allora, dietro la mediazione del Presidente del Burkina Faso, l’ECOWAS sta procedendo a tenere dei colloqui con i gruppi armati.
Nel nord intanto il MNLA è sempre più in minoranza e i gruppi islamici procedono nella distruzione dei mausolei musulmani nella città di Timbuctù e nell’apposizione di mine nei dintorni delle città occupate per impedire un’offensiva sia delle Forze internazionali che del MNLA.
A Bamako invece sono sempre più in aumento le aggressioni a danno di esponenti della stampa locale. I responsabili sarebbero sostenitori della Giunta Militare responsabile del colpo di stato del 22 marzo scorso.

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