Mali: scontri tuareg-jihadisti nel Nord. Paese sempre più nel caos
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La situazione politica interna del Mali appare sempre più complessa. Il governo di Bamako è infatti alle prese con le difficili conseguenze della transizione avviata dopo il golpe militare del 22 marzo e con il problema della sicurezza nel Nord del Paese dove, nell’aprile scorso, il MNLA (Movimento Nazionale di liberazione dell’Azawad ) ha dichiarato l’indipendenza dello Stato dell’Azawad.
Nel corso della sua avanzata, lungo la direttrice Tessalit – Timbuktù, l’MNLA si è avvalso del sostegno tattico di alcuni gruppi islamisti quali Ansar al –Dine, il Movimento per l’Unicità della Jihad in Africa Occidentale (Mujao) e AQIM. Il 30 maggio è però fallito un tentativo di fusione tra MNLA e Ansar Dine. Ad allontanare i due gruppi – uno di matrice laica, l’altro islamista – il disaccordo sull’applicazione della Sharia nei territori liberati. Venerdì i due gruppi sono arrivati addirittura allo scontro nella periferia di Kidal, une delle tre maggiori città (con Timbuktu e Gao) strappate all'esercito maliano. I vertici del MNLA temono tra l’altro il forte legame tra Ansar al- Dine e AQIM.Nel frattempo è stata avviata un’inchiesta giudiziaria per far luce sul tentato assassinio del Presidente ad interim, Dioncounda Traoré, avvenuto il 21 maggio scorso durante una cerimonia ufficiale.

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