Mandato di cattura per ministro sudanese
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La Corte penale internazionale ha emesso un mandato di cattura contro l’attuale ministro della Difesa del Sudan, Abdel Raheem Muhammad Hussein. Lo si apprende da una nota diffusa dalla stessa corte e nella quale si precisa che Hussein è chiamato a rispondere di “41 capi d’accusa per crimini contro l’umanità e crimini di guerra che si sospetta abbia commesso nel contesto della situazione in Darfur”, facendo riferimento alla regione occidentale del Sudan (al confine col Ciad) teatro dal febbraio 2003 di un conflitto intero.
La Corte penale internazioanle, in linea con la risoluzione del Consiglio d sicurezza che l'ha investito della situazione, sta investigando sui crimini commessi durante la rivolta del Darfur dal 2005, che ha prodotto 300 mila morti e 3 milioni di dispersi. Il Sudan non riconosce la giurisdizione della Corte penale internazionale e ha rifiutato di consegnare tutti gli indagati della Corte. Anche due leader ribelli del Darfur, Abdallah Banda and Saleh Jerbo, sono stati condannati per l'attacco alla missione di peacekeeping a Haskanita nel 2007.
Dopo il mandato di cattura al presidente del Sudan al Bashir nel 2009, l'ordine contro Hussein, attualmente ministro della Difesa del Sudan, rappresenta un'altra sfida alla legittimazione del potere di Khartum. I crimini contestati al ministro della Difesa sudanese sarebbero stati compiuti nelle città di Kodoom, Bindisi, Mukjar, Arawala e aree circostanti da parte dell’esercito Sudanese e dale milizie filogovernative note come Janjaweed nel contesto di operazioni di controinsurrezione che avevano per obiettivo i principali gruppi ribelli attivi nell’area: il Sudanese Liberation Movement/Army (SLM/A) e il Justice and Equality Movement (JEM).

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