Medvedev: "le Pussy Riot dovrebbero essere liberate"
Il premier russo critica apertamente la sentenza di condanna e si pone in contrasto con le dichiarazioni di Putin
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Il primo ministro russo Dimitry Medvedev ha dichiarato venerdì di ritenere che i due membri del gruppo punk Pussy Riot, che hanno iniziato a scontare la pena di due anni in colonie penali, Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alyokhina, dovrebbero essere rilasciate. “Non le avrei messe in galera se fossi stato il giudice. Semplicemente non considero giusto la sentenza contro di loro. Sono state in galera a sufficienza”, ha scritto l'agenzia di stampa Ria Novosti, riprendendo le risposte di Medvedev a domande di liceali che avevano vinto delle competizioni scolastiche. Sulla liberazione di una delle tre, Ekaterina Samutsevich, il premier ha inoltre sostenuto come sia “dipeso dalla fortuna”. Al contrario, il presidente Vladimir Putin in un documentario televisivo dello scorso mese ha scherzato sulla sentenza di due anni contro le due donne e detto che la corte aveva preso la giusta decisione.
Le due ragazze del gruppo rock Pussy Riot sono state condannate a due anni per vandalismo motivato dall'odio religioso, dopo aver eseguito una "preghiera punk" anti Putin in una cattedrale di Mosca, e scontano la loro pena nelle colonie penale di Mordovia e Perm, entrambe definite “brutali” dagli attivisti per i diritti umani. La terza componente del gruppo, Ekaterina Samutsevich, è stata scarcerata, perchè portata via dalla polizia prima dell'inizio della manifestazione di protesta, ed ha annunciato nei giorni scorsi che ricorrerà alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per violazione della libertà d'espressione e per presunti abusi durante la prigionia.

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