Nigeria: Boko Haram continua a colpire la comunità cristiana. Decine le vittime
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Nuova ondata di violenze contro la comunità cristiana in Nigeria. Il gruppo fondamentalista islamico di Boko Haram ha compiuto due stragi sanguinari nella giornata di domenica: la prima in una chiesa di Maiduguri, capitale dello stato di Borno nel nordest del paese e roccaforte del movimento fondamentalista islamico, dove sono morte 4 persone; più grave il bilancio nell'università statale di Kano (nel Nord del paese), dove un ordigno durante una messa allestita nei pressi di un teatro usato dagli studenti cristiani per le funzioni liturgiche ha causato la morte di 21 persone, tra cui due bambini e decine di feriti. L'episodio di Kano è solo l'ultimo in ordine di tempo di una serie di violenze che hanno provocato quest'anno centinaia di morti nel nord della Nigeria, a maggioranza islamica. Sempre ieri anche a Nairobi (capitale del Kenya) è stata fatta esplodere una granata in una chiesa dove è morta una persona e ne sono rimaste ferite quindici. Attentati di questo tipo si susseguono da oltre un anno, la maggior parte delle volte non vengono rivendicati ma le autorità del paese ritengono che siano opera degli Shabaab somali.
Boko Haram, il cui nome significa letteralmente “l'educazione occidentale è peccato”, ha annunciato l'inizio di una “guerra contro la comunità cristiana” nel maggio scorso ed ha scelto le festività più importanti della religione cristiana per colpire con attentati terroristici. La retorica di riforma radicale islamica, che enfatizza il perseguimento della giustizia per i poveri attraverso l'imposizione della sharia riesce a fornire la cornice di riferimento per i vari attacchi non coordinati portati a compimento in nome dell'organizzazione. Senza un miglioramento tangibile della gestione del potere da parte del governo centrale del presidente cristiano del sud Goodluck Jonathan ed una ridistribuzione equa delle enorme risorse potenziali del paese, l'organizzazione fondamentalista continuerà ad attirare migliaia di sostenitori, restando una minaccia latente all'unità dello stato nigeriano ed all'incolumità delle comunità cristiane presenti nel paese.

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