Nigeria: Boko Haram continua la strage di cristiani.
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L'ennesima domenica di sangue per i cristiani in Nigeria. Due nuovi attacchi hanno colpito di mira due chiese, nel centro e nel nord est del Paese, provocando almeno quattro morti e una cinquantina di feriti. Nel primo attacco, sferrato durante la messa, un kamikaze ha fatto esplodere la sua auto contro una chiesa nella città di Jos nel centro del Paese. Nella deflagrazione sono morti l'attentatore e altre due persone mentre 41 fedeli sono rimasti feriti. Almeno una persona è morta e diverse altre sono rimaste ferite nell'attacco contro una seconda chiesa compiuto da uomini armati nella città di Biu, nel nord est. «Una fedele è stata uccisa e diversi altri sono stati feriti. Due versano in gravi condizioni», ha detto un portavoce cristiano, precisando che «gli aggressori sono fuggiti dopo l'attacco».
Alcune ore più tardi è giunta puntuale la rivendicazione di Boko Haram, il gruppo terrorista di matrice integralista islamica che ha intensificato dal 2009 gli attentati contro responsabili governativi, forze di sicurezza e minoranze cristiane. In una conferenza stampa telefonica da Maiduguri, considerata la roccaforte di Boko Haram, un sedicente portavoce del gruppo si è attribuito, parlando in hausa, la responsabilità di entrambi gli attacchi di ieri. Il portavoce, presentatosi come Abul Qaga, ha precisato che gli attacchi sono stati lanciati per smentire le affermazioni delle forze di sicurezza sulla presunto debolezza del gruppo dopo le recenti operazioni dell’esercito contro Boko Haram.
La notizia del duplice attentato riapre ferite non rimarginate nel Paese in cui, nonostante una crescita del 7,4% e un forziere pari all’80% delle risorse africane di gas e petrolio, la lotta per il potere camuffata da guerra interconfessionale ha ucciso negli ultimi dieci anni oltre 13 mila persone, 2 mila solo nel distretto Plateau (dove si trova Jos). Un anno fa, per qualche settimana, la rielezione del presidente cristiano Goodluck Johnson aveva regalato la speranza d’una normalizzazione, ma la violenza firmata Boko Haram è tornata prepotente in scena e da gennaio le regioni più colpite, da Yobe a Borno, sono in stato d’emergenza. Boko Haram, il cui nome significa letteralmente “l'educazione occidentale è peccato”, ha annunciato l'inizio di una “guerra contro la comunità cristiana” nel maggio scorso ed ha scelto le festività più importanti della religione cristiana per colpire con attentati terroristici. La retorica di riforma radicale islamica, che enfatizza il perseguimento della giustizia per i poveri attraverso l'imposizione della sharia riesce a fornire la cornice di riferimento per i vari attacchi non coordinati portati a compimento in nome dell'organizzazione. Senza un miglioramento tangibile della gestione del potere da parte del governo centrale del presidente cristiano del sud Goodluck Jonathan ed una ridistribuzione equa delle enorme risorse potenziali del paese, l'organizzazione fondamentalista continuerà ad attirare migliaia di sostenitori, restando una minaccia latente all'unità dello stato nigeriano ed all'incolumità delle comunità cristiane presenti nel paese.

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