Nuove sanzioni dell'UE contro il regime siriano
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Nella riunione del Consiglio europeo di lunedì, i ministri degli Esteri dell'Unione Europea hanno approvato un nuovo pacchetto di sanzioni - il quindicesimo dall'inizio della rivolta oltre un anno fa - contro il regime siriano di Bashar Al-Assad. La Ue ha aggiunto due società e tre individui, considerate "fonti di finanziamento", nell'elenco delle entità e delle persone alle quali sono stati congelati i beni. Con tali nuove misure restrittive adottate, salgono così a 126 le personalità e a 41 le entità colpite dalle sanzioni europee. "Le sanzioni Ue colpiscono il regime siriano, non la popolazione civile. Finché la repressione durerà, la Ue continuerà a mettere pressione sui responsabili". Cosi' l'Alto rappresentante della Ue Catherine Ashton ha commentato la decisione dei ministri degli Esteri dell'Unione di approvare un nuovo pacchetto di sanzioni (il quindicesimo) contro il regime di Damasco.
In Siria, intanto, continuano le violenze: almeno 23 soldati fedeli al regime di Bashar al Assad sono stati uccisi in scontri a fuoco con gli attivisti dell'opposizione nella città di Rastan, nella provincia di Homs: lo ha riferito l'Osservatorio siriano sui diritti umani, precisando che numerosi militari sono rimasti feriti. Secondo le prime notizie sugli scontri, almeno tre mezzi per trasporto truppe sono stati distrutti. Le violenze danneggiano ulteriormente il piano di pace promosso dall'inviato speciale di Lega araba e Nazioni unite, Kofi Annan, che prevedeva il rispetto totale di un cessate il fuoco dallo scorso 12 aprile. L'interruzione degli scontri ha avuto un effetto limitato, mettendo in dubbio i punti dell'accordo che prevedono l'avvio di colloqui tra Assad e l'opposizione.
In Siria, intanto, continuano le violenze: almeno 23 soldati fedeli al regime di Bashar al Assad sono stati uccisi in scontri a fuoco con gli attivisti dell'opposizione nella città di Rastan, nella provincia di Homs: lo ha riferito l'Osservatorio siriano sui diritti umani, precisando che numerosi militari sono rimasti feriti. Secondo le prime notizie sugli scontri, almeno tre mezzi per trasporto truppe sono stati distrutti. Le violenze danneggiano ulteriormente il piano di pace promosso dall'inviato speciale di Lega araba e Nazioni unite, Kofi Annan, che prevedeva il rispetto totale di un cessate il fuoco dallo scorso 12 aprile. L'interruzione degli scontri ha avuto un effetto limitato, mettendo in dubbio i punti dell'accordo che prevedono l'avvio di colloqui tra Assad e l'opposizione.

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