Olanda: Rutte esclude elezioni prima dell'estate
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Dopo la caduta del suo governo per l'impossibilità di arrivare ad un piano condiviso di tagli ed austerità, il primo ministro olandese Mark Rutte ritiene che le elezioni anticipate si terranno il prossimo 12 settembre. ''Non penso che ci saranno elezioni prima dell'estate'', ha detto Rutte nel corso di un dibattito parlamentare, respingendo la richiesta del principale partito di opposizione, i laburisti del PvdA.
La crisi politica origina dal fallimento all'interno della coalizione al potere nell'approvare le misure d'austerità volute da Bruxelles. L'obiettivo era quello di aprovare un pacchetto di misure da 16 miliardi di euro per ridurre il deficit, che nel 2011 ha toccato i 28 miliardi di euro, pari al 4,7% del Pil. Il governo olandese era formato da una coalizione tra il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia del premier e l'Appello Cristiano Democratico, con l'appoggio esterno del Partito per la Libertà, formazione di estrema destra di Geert Wilders. I colloqui per la definizione di un pacchetto di misure di austerità erano stati avviati il 5 marzo scorso e avrebbero dovuto durare non più di tre settimane. Il premier Rutte ha dichiarato che il governo era vicino a un accordo, ma il leader dell'estrema destra “si è ritirato all'ultimo momento”. Wilders, euroscettico ed islamofobo, ha sollecitato a tenere «il prima possibile» le elezioni anticipate, precisando di aver abbandonato il tavolo del negoziato per non “far prosciugare le nostre pensioni dal diktat di Bruxelles”. Dopo la caduta dei governi in Grecia, Italia e Spagna, e il bilico della poltrona di Sarkozy, quello dell'Aja era rimasto ormai tra i pochi governi europei a non essere travolto dalla grave congiuntura economica che attraversa il continente.

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