ONU, Incontro USA-Iran: Teheran fissa le condizioni per riaprire Hormuz

3437
ONU, Incontro USA-Iran: Teheran fissa le condizioni per riaprire Hormuz

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha comunicato all'inviato speciale statunitense Steve Witkoff le condizioni poste da Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

L'incontro si è svolto martedì (ora locale) a margine dell'81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA), su esplicita richiesta della diplomazia americana. Nel corso del colloquio, Araqchi ha ribadito la ferma posizione dell'Iran sul conflitto e sui presupposti necessari per far procedere il dialogo.

Tra le richieste vincolanti avanzate da Teheran figurano la revoca immediata del blocco marittimo, lo sblocco di tutti gli asset iraniani congelati e il definitivo cessate il fuoco su tutti i fronti.

Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato che una delegazione americana ha avuto un vertice di tre ore con i rappresentanti iraniani. "È stato un incontro produttivo. Erano presenti anche Kushner e Whitaker", ha dichiarato il tycoon ai microfoni dell'emittente qatariota Al Jazeera.

Trump ha aggiunto che sul tavolo ci sono diverse proposte, attualmente al vaglio delle parti, che potrebbero portare — almeno in via provvisoria — a una de-escalation e alla revoca dell'embargo. Il presidente USA ha inoltre anticipato che "un nuovo summit con l'Iran è previsto a breve".

L'Iran continua così a rafforzare il proprio controllo sul Golfo Persico e sullo Stretto di Hormuz nel contesto del conflitto esploso a fine febbraio 2026, mentre gli Stati Uniti mantengono il blocco navale nell'ambito della strategia di massima pressione economica contro la Repubblica Islamica.

L'impatto politico ed economico negli USA

Sul fronte interno americano cresce il malcontento dell'opinione pubblica, sia per il prosieguo della guerra sia per la gestione economica dell'amministrazione Trump, alle prese con un'inflazione persistentemente elevata. L'indice di gradimento del presidente è infatti sceso al 32% — il punto più basso della sua carriera politica — secondo l'ultimo sondaggio condotto da Reuters/Ipsos.

A gravare sul Partito Repubblicano è anche il timore che il conflitto, ormai giunto al settimo mese, si trasformi in un pesante boomerang elettorale in vista delle elezioni di metà mandato (midterm) di novembre, decisive per il controllo delle risicate maggioranze alla Camera dei Rappresentanti e al Senato.

______________________________________________

LETTURA CONSIGLIATA:



 

 

 

 

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo! di Francesco Santoianni Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo!

Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo!

Ucraina, la rivolta delle periferie contro Zelensky di Alessandro Bartoloni Ucraina, la rivolta delle periferie contro Zelensky

Ucraina, la rivolta delle periferie contro Zelensky

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi di Raffaella Milandri Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura di Giuseppe Giannini Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti