Ottimismo sul salvataggio della Grecia
Nella notte di lunedì, i ministri delle finanze dell'Eurogruppo hanno trattato ad oltranza per sbloccare il secondo pacchetto di aiuti di 130 miliardi complessivi per il salvataggio della Grecia.
Prima della conclusione del vertice, si registrava un cauto ottimismo. Olanda, Germania e Finlandia erano stati nei giorni scorsi i paesi a porre le maggiori problematicità ad un esito positivo dell'accordo. Dalla settimana scorsa i tedeschi hanno fatto un passo indietro e ammorbidito la loro posizione; a margine dell'Eurogruppo Grecia e Finlandia hanno firmato un accordo bilaterale in base al quale le banche greche forniranno a Helsinki beni collaterali in garanzia alla partecipazione del secondo pacchetto d'aiuti. A porre problemi al raggiungimento di un accordo rimane solo l'Olanda, che per voce del suo responsabile, Jan Kees de Jager, ha chiesto una sorveglianza "permanente" sull'attuazione delle misure di austerity da parte di Atene.
Il ministro delle finanze greco Venizelos, a Bruxelles insieme al premier Lucas Papademos, ha ricordato come "il popolo greco sta mandando all'Europa il messaggio che ha fatto e farà i sacrifici necessari perché il nostro Paese recuperi il suo posto all'interno della famiglia europea". Papademos ha chiesto a banche e fondi di investimento privati una svalutazione maggiore del previsto dei titoli di stato in loro possesso: nella trattativa a margine della riunione dell'Eurogruppo con Charles Dallara, Jean Lemierre e Josef Ackermann, capi negoziatori per conto del settore privato, il governo greco ha l'obiettivo di aumentare la partecipazione del settore privato al salvataggio del paese e centrare il target della riduzione del debito al 120% del Pil entro il 2020, target che non sembrerebbe possibile con il solo piano di aiuti da 130 miliardi di euro.

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