Pamela Anderson visita Julian Assange

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Pamela Anderson visita Julian Assange

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L'attrice e attivista americana Pamela Anderson ha fatto visita a Julian Assange nel carcere di massima sicurezza di Londra dove si trova il fondatore di WikiLeaks per aver violato i termini della sua libertà su cauzione imposti dalla giustizia britannica.

 

In una dichiarazione fatta dopo aver visitato il carcere di Belmarsh con il redattore capo di Wikileaks, Kristinn Hrafnsson, la star di Hollywood ha affermato che Assange non deve essere rinchiuso in una prigione con un regime così severo perché non ha commesso alcun crimine violento.

 

L'attrice, 51 anni, ha difeso l'innocenza del giornalista australiano e ha denunciato le dure condizioni di detenzione che ha dovuto subire, sottolineando che è totalmente isolato dalla sua famiglia e dai suoi amici.

 

"È un brav'uomo, una persona incredibile, lo amo", ha confessato pubblicamente Pamela Anderson.

 

Da parte sua, Hrafnsson ha affermato che Assange è "sopraffatto, ma non sconfitto” e ha criticato il fatto che sia stato perseguitato solo per il suo lavoro giornalistico.

 

Mercoledì scorso, un tribunale britannico ha condannato Assange a 50 settimane di carcere per aver violato i termini della sua libertà provvisoria nel giugno del 2012, quando si rifugiò presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra per evitare l'estradizione in Svezia, dove doveva affrontare alcune accuse per violenza sessuale che sono state successivamente revocate.

 

L'australiano, 47 anni, è rimasto nella sede diplomatica fino all’11 aprile, quando le autorità del paese latino-americano hano preso la decisione di ritirare il suo asilo diplomatico a causa, secondo il presidente ecuadoriano Lenin Moreno, di "ripetute violazioni delle convenzioni internazionali e del protocollo di convivenza".

 

Assange si rifugiò nell'ambasciata per l'esistenza di una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti, dove può essere condannato a morte per aver svelato notizie classificate, per cospirazione e tradimento. L'udienza sulla sua possibile estradizione nel paese nordamericano è stata posticipata al 30 maggio.

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