Parigi e Londra: pressioni nell'UE per armare i ribelli siriani
“Non possiamo stare fermi", il ministro degli esteri Hague incontra il leader dell'opposizione siriana
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L'Inghilterra sosterrà la Francia nel tentativo di rinegoziare l'embargo delle armi in vigore a livello europeo, che colpisce in modo indiscriminato tutto il territorio siriano dal luglio del 2011. E' quanto emerge dall'incontro tra il ministro degli esteri britannico, Wiliam Hague, ed il leader della nuova formazione unitaria dei ribelli siriani, la Coalizione Nazionale siriana, Mouaz al- Khatib. “Non possiamo stare fermi, non possiamo lasciare le cose come stanno in Siria, perché la situazione si sta deteriorando in modo pericoloso”, ha dichiarato Hague, che ha anche promesso di fare pressioni sugli altri stati arabi e gli Stati Uniti per una soluzione rapida del conflitto. Il Regno Unito, al contrario della Francia, non procederà al riconoscimento del nuovo fronte dei ribelli come l'unico rappresentante del popolo siriano. Sempre venerdì il premier britannico David Cameron ha presieduto un vertice del governo sulla crisi in Siria - presenti il vicepremier Nick Clegg, il ministro delle Finanze George Osborne, il ministro degli Esteri, William Hague e quello della Difesa, Philip Hammond - e le opzioni vagliate riguardavano l'ipotesi di una "no-fly zone" e di fornire armi di difesa antiaerea alle forze ribelli anti Assad.
Il regno Unito si affianca dunque alla Francia nel tentativo di convicere i paesi europei a modificare l'embargo d'armi in vigore contro la Siria. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha annunciato ieri che Parigi lo chiederà formalmente all'Unione europea. Al fine di inviare "armi difensive" per aiutare l'opposizione in Siria. "Per il momento c'è un embargo. Non vengono consegnate armi da parte europea. Ma occorre interrogarci sulle armi difensive", ha detto Fabius, "perché la Coalizione siriana ce lo chiede. Lo possiamo fare coordinandoci con gli altri Paesi europei", ha aggiunto il ministro. "Vogliamo evitare di andare verso la militarizzazione. Dall'altra parte dobbiamo evitare che zone liberate vengano distrutte. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio", ha aggiunto. Il presidente francese Francois Hollande incontrerà i leader della nuova opposizione a Parigi sabato prossimo.

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