Paul Krugman: “La deflazione è il tradimento ultimo dell'Europa ai paesi del sud"

"L’Europa del sud ha giocato secondo le regole, ma al momento del bisogno le regole sono state cambiate dalla Germania"

6870
Paul Krugman: “La deflazione è il tradimento ultimo dell'Europa ai paesi del sud"


 
Riprendendo quanto scritto recentemente da Ambrose Evans-Pritchard, secondo il quale la deflazione corrisponde ad un “tradimento” verso l'Europa del sud, il premio Nobel per l'economia Paul Krugman pubblica un grafico che giudica illuminante, che mostra l’inflazione core (cioè escludendo energia, generi alimentari, alcol e tabacco) in Germania, Spagna, e nell’eurozona nel suo complesso. 


 
Ci sono, prosegue Krugman, due periodi distinti nel sistema euro e sono questi.


Dalla traduzione di Voci dall'estero del post di Krugman:
 
Nel primo periodo, quello precedente alla crisi, i capitali inondavano l’Europa del sud. Col senno di poi era un fatto negativo, ma a quel tempo ben pochi di coloro che occupavano posti di responsabilità se ne lamentavano — oh, e in Spagna si trattava di indebitamento privato, non pubblico. Il risultato è stato un boom nel Sud, e anche un’inflazione più elevata. Di nuovo, però, ciò era visto come perfettamente normale e addirittura positivo, a quel tempo. Dopotutto non potete aspettarvi che tutti in un’unione monetaria abbiano lo stesso tasso d’inflazione.

L’inflazione complessiva andava bene — e i prezzi in crescita nel sud dell’Europa aiutavano la Germania a diventare super-competitiva ed emergere dalla depressione economica in cui si trovava alla fine degli anni ’90, senza  bisogno di un’effettiva deflazione.
 
Poi il flusso di capitali si è fermato, e per l’Europa del sud è diventato necessario rovesciare la dinamica di crescita dei costi e dei prezzi relativi che si era stabilita durante il perido di afflusso di capitali. Tanto la macroeconomia di base quanto le regole concordate per il funzionamento dell’euro dicevano che questo aggiustamento avrebbe dovuto essere simmetrico rispetto a ciò che era accaduto prima — cioè che l’inflazione complessiva dell’eurozona avrebbe dovuto rimanere fissa al suo target (o al di sopra, dice la scienza economica, ma lasciamo perdere questo), con la Germania che avrebbe dovuto avere un’inflazione significativamente più alta in modo tale che la minore inflazione nel sud avrebbe potuto portare la necessaria “svalutazione interna”.
 
In realtà, però, non c’è stato alcun aumento di inflazione in Germania, e a questo punto abbiamo anzi una caduta.

L’inflazione complessiva dell’eurozona, anche usando l’inflazione core, è ben al di sotto del suo target. Così l’Europa del sud è costretta alla deflazione, che ha costi pesanti ed aumenta ulteriormente il peso del debito.

E adesso ci sono i tedeschi che dicono che loro hanno risolto i propri problemi, e quindi perché non lo può fare anche l’Europa del sud? Perché? Il perché è che l’Europa del sud ha giocato secondo le regole, ma al momento del bisogno le regole sono state cambiate, e sono cambiate enormemente a suo svantaggio.
 
Potreste chiedervi cosa si sarebbe dovuto fare per evitare la situazione? La BCE avrebbe dovuto operare un’aggressiva espansione non appena è diventato chiaro che l’inflazione stava diminuendo. Ci sarebbe voluto uno sforzo ben preciso per compensare l’austerità fiscale nell’Europa del sud con un’espansione nel nord. Invece si è permesso che l’ossessione dell’inflazione e del deficit dominasse per anni, e ora la situazione è praticamente irrecuperabile.
I mercati ritengono chiaramente che la causa sia quasi persa. I bund tedeschi a 5 anni rendono zero; i titoli indicizzati alla stessa scadenza rendono -0,2 percento. Questa è una implicita previsione che ci sarà appena lo 0,2 percento di inflazione nei prossimi cinque anni, il che significa un’intensa pressione deflazionistica nel sud. Davvero una brutta situazione.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti