«Pietre senza popolo»: come i Centri storici sono divenuti Non-Luoghi (e come si può resistere)

In tutte le librerie il saggio di Angela Fais

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«Pietre senza popolo»: come i Centri storici sono divenuti Non-Luoghi (e come si può resistere)


COME LAD EDIZIONI SIAMO ESTREAMEMENTE LIETI DI ANNUNCIARE L'USCITA DEL SAGGIO DI ANGELA FAIS:

"PIETRE SENZA POPOLO"

PREFAZIONE DEL PROF. ALESSANDRO VOLPI

 

 

«Il lavoro di Angela Fais – scrive il professor Volpi nella prefazione – ha sicuramente i tratti dell’impegno coraggioso, che si traduce in un linguaggio affascinante e, al contempo, necessariamente politico. La tesi centrale del saggio è che le città abbiano smesso di rappresentare un linguaggio comune, una civitas fatta di relazione e memoria, per assumere i contorni del prodotto finanziario. In questo senso, Angela Fais traccia un’analisi lucida, a tratti feroce, di quella che definisce la ‘profanazione delle città contemporanee».»

Un libro imprescindibile se si vuole comprendere perché i centri storici delle nostre città d’arte sono ormai ridotti a villaggi gastronomici che ne dissolvono l’autentico volto e fanno sì che la loro identità si perda tra i colossi del fast food e i negozi delle grandi catene.

Il saggio spiega la profonda metamorfosi che esplode con la crisi dei mutui subprime del 2008, stravolgendo radicalmente la società e gli equilibri delle città, ma che in realtà inizia molto prima, sin dagli anni Novanta, quando la neonata Unione Europea impone agli Stati membri tutta una serie di politiche urbane ispirate alla più pura ideologia neoliberista: programmi che dettano l’agenda politica e intervengono a determinare i progetti attuati dai governi delle nostre città.

Oggi gli esiti di quei programmi sono sotto gli occhi di tutti, insieme ai disagi vissuti dai cittadini in città che, progressivamente private di tutti quei servizi e di quegli spazi che consentono a una società urbana di funzionare in maniera ottimale, sono sempre più care e inospitali. Ma sono anche sempre più disfunzionali rispetto alle esigenze dei residenti, e funzionali rispetto agli interessi dei grandi investitori che oggi sono i protagonisti dell’assalto alle città. Per grandi investitori si intendono, oltre agli investitori istituzionali, i grandi fondi del risparmio gestito.

Per non restare impreparati dinanzi all’invasione che le nostre città stanno subendo, il libro fornisce gli strumenti per comprendere quella che si configura ogni giorno di più come una colonizzazione che erode i luoghi storici, trasformandoli in non-luoghi, in spazi anonimi dai quali i cittadini sono esclusi e i loro diritti cancellati. Un vero e proprio assalto alle città che ridisegna i rapporti di forza che le governano, traendo profitti finanziari dalla memoria storica che ha costruito il nostro immaginario collettivo e il nostro universo simbolico.

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