Presidenziali in Siria. Quello che non vi raccontano

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Presidenziali in Siria. Quello che non vi raccontano

 

Oggi, per i siriani residenti all'estero sono cominciate le votazioni per le Presidenziali che, nel resto del paese arabo, si terranno il prossimo 26 maggio.

Le elezioni proprio perché per la Siria rappresentano la massima espressione della sua decisone autonoma e sovrana nonostante dieci anni di aggressione terroristica e le sanzioni, sono state ostacolate e boicottate dall'occidente che USA e Gran Bretagna in primis, che non hanno permesso di votare, nonostante ci siano folte comunità di siriani.

Queste elezioni si svolgono, come riferisce l'Agenzia SANA in paesi come Bahrain, Kuwait, Regno di Oman, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Egitto, Australia, Federazione Russa, Austria, Francia, Spagna, Ungheria, Serbia, Bielorussia, Repubblica Ceca, Armenia, Svezia, Belgio, Malesia , Giappone, Cina, Giacarta, India, Pakistan e Iran.

Da sottolineare che paesi europei appartenenti alla NATO come Francia, Spagna, Belgio, ad esempio, hanno concesso ai siriani di votare, mentre l'Italia si è accodata agli USA, seguendo il copione di servilismo di questi giorni. Riguardo al Ministero degli Esteri italiano, cosa ci si poteva aspettare da chi non ha detto una sola parola sul massacro di Israele contro i palestinesi?

I governi occidentali per queste elezioni hanno usato i rifugiati ad uso e consumo politico. Hanno ribadito che si escludono i milioni siriani dal voto. I siriani all'estero, anche i rifugiati,  al momento, stanno affluendo a migliaia, in particolare a Beirut, alla ambasciate per votare. Le votazioni saranno permesse fino alle 19:00 ora locale.

 "Ho perso parte del mio corpo, ma non ho perso la voglia di esprimere il mio amore per il mio paese"

 Emblematica e allo stesso tempo una lezione di dignità all'Occidente e di attaccamento al proprio governo, la vicenda di un anziano, Muhammad Hajj al-Halabi.

Al-Halabi, originario del quartiere Amara di Damasco, con una sola gamba si è voluto recare all'ambasciata siriana a Beirut per votare alle Presidenziali spiegando che il suo voto è per vivere in pace, giustizia e stabilità.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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