Rajoy rigetta ogni accusa di corruzione
Il primo ministro spagnolo rivendica le riforme del suo governo e non pensa alle dimissioni
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In una conferenza stampa congiunta con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha nuovamente negato di aver mai ricevuto pagamenti segreti ed ha promesso che la Spagna riuscirà ad uscire dalla sua peggior crisi finanziaria nella sua storia recente. Secondo i media spagnoli, tuttavia, da una delle risposte di Rajoy si evincerebbe l'ammissione sulla veridicità su alcune delle accuse di corruzione di El Pais.
“Il governo è stabile. Il PP ha la maggioranza e sta portando avanti la sua agenda per le riforme". Dopo l'incontro al vertice a Berlino di lunedì, Rajoy ha ribadito la forza del suo governo e rigettato le accuse di El Pais della settimana scorsa , che ha generato diverse manifestazioni di protesta in diverse città del paese ed una petizione on line per le dimissioni di Rajoy, firmato da 850,000 persone. Rajoy ha ribadito come il partito popolare si sia impegnato alle riforme che condurranno la Spagna lontano dalla crisi finanziaria. Il governo di Madrid ha ricevuto il pieno appoggio da parte di Angela Merkel, che ha giudicato in modo positivo le riforme strutturali intraprese per sconfiggere la disoccupazione, ed il Fondo Monetario Internazionale, che in una nota di lunedì ha espresso piena fiducia a Rajoy, giudicando in una “fase avanzata” le riforme finanziarie e bancarie intraprese da Madrid.
In un articolo in prima pagina di giovedì, El Pais ha denuncia la contabilità in nero tenuta da due tesorieri del Partito Popolare (Pp) dal 1990 al 2009, da cui emergono presunti pagamenti periodici, trimestrali o semestrali, ai vertici del Pp, incluso l’attuale premier Mariano Rajoy. Quest'ultimo, secondo il quotidiano spagnolo, in particolare avrebbe ricevuto 25mila euro annui da Barcenas, imputato di corruzione nell’inchiesta “Gurtel”. Il Procuratore capo spagnolo ha dichiarato domenica che ci siano prove a sufficienza per aprire un'inchiesta, ma il Pp ha dichiarato che prenderà iniziative illegali contro questa che hanno definito una campagna denigratoria politica. Il leader del partito socialista all'opposizione, Alfredo Perez Rubalcaba, ha chiesto le dimissioni del primo ministro.

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