Repubblica Democratica del Congo: Al via i colloqui tra Kinshasa e M23
La crisi del Nord-Kivu oggetto di un vertice Sadc
1409
Il 9 dicembre sono iniziati in Uganda i colloqui diretti tra una delegazione della Repubblica Democratica del Congo e i rappresentanti del gruppo ribelle M23. Quattro principali partiti di opposizione congolese hanno rifiutato di prendere parte ai colloqui, sostenendo che solo il "dialogo inclusivo" tra la maggioranza al potere, l'opposizione, i gruppi della società civile e i ribelli del M23 avrebbero fornito una soluzione efficace alla crisi. Il governo di Kinshasa ha infatti accettato di discutere solo le richieste avanzate dal M23 e ha anche minacciato di sospendere i colloqui quando il segretario generale dei ribelli, Francois Tuyihimbaze Rucogoza, che guida la delegazione, ha accusato il governo della RDC di tribalismo, xenofobia e corruzione.
La crisi nel Nord Kivu è stato anche oggetto del vertice straordinario dei capi di Stato e di governo della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe. I Paesi della Sadc hanno ricevuto una relazione sulla situazione nella provincia congolese da parte del presidente ugandese Yoweri Museveni, attuale presidente della Conferenza Internazionale della Regione dei Grandi Laghi e mediatore per la crisi del Nord-Kivu. I leader presenti si sono detti pronti a fornire 4000 uomini per contribuire al dispiegamento di una nuova ‘Forza internazionale di pace’ nell’est della Repubblica Democratica del Congo, al confine con il Rwanda. 3000 uomini saranno forniti dalla Tanzania entro metà dicembre mentre il Sudafrica dovrebbe fornire sostegno logistico.
Il blocco regionale ha anche invitato le Nazioni Unite a riconsiderare il mandato della MONUSCO, la forza di stabilizzazione delle Nazioni Unite nella RDC. La facile presa di Goma ha messo in luce i limiti della più grande missione ONU che è stata costretta a rinunciare a difendere la città quando le truppe congolesi sono fuggite di fronte all’avanzata dei ribelli del M23.

1.gif)
