Repubblica Democratica del Congo: Riprendono gli scontri nel Nord-Kivu
Imponente schieramento di Forze nei pressi di Goma
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Dopo tre mesi di relativa tregua sono ripresi gli scontri tra i ribelli del movimento M-23 e le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC). Gli scontri si sono localizzati in prossimità della città di Goma, capoluogo della provincia orientale del Nord-Kivu.
Il governatore della provincia, Julien Paluku, ha parlato di 113 morti tra i ribelli e "alcune vittime" tra le fila dell'Esercito regolare. Il portavoce militare della M23, il tenente colonnello Vianney Kazarama, non ha invece fornito cifre sulle vittime dei combattimenti.
FARDC e M-23 si accusano reciprocamente di aver infranto la tregua, lanciando per primi un’offensiva. Almeno 20.000 soldati delle FARDC e 5000 della MONUSCO, la missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite nella RDC, sono dispiegate alle porte di Goma.
Ad inizio settimana alcune basi delle FARDC di Pinga, sempre nel Nord-Kivu, sono state assaltate da almeno 400 miliziani Mayi-Mayi Ceka. Un soldato congolese è stato ucciso e due operatori sudafricani della MONUSCO gravemente feriti.
Martedi gli Stati Uniti ha inserito il Colonnello Sultani Makenga, leader del M-23, nella lista di persone ed enti colpite da sanzioni perchè direttamente responsabili del conflitto nell'est della RDC. Alla base della decisione del Dipartimento del Tesoro, l'accusa di essere "responsabile di grandi atrocità contro la popolazione nella Repubblica Democratica del Congo, tra cui il reclutamento di bambini soldato e le campagne di violenza contro i civili.
Lo stesso giorno l'Uganda ha deciso di chiudere il confine di Bunagana, principale posto di frontiera con la RDC.
Martedi gli Stati Uniti ha inserito il Colonnello Sultani Makenga, leader del M-23, nella lista di persone ed enti colpite da sanzioni perchè direttamente responsabili del conflitto nell'est della RDC. Alla base della decisione del Dipartimento del Tesoro, l'accusa di essere "responsabile di grandi atrocità contro la popolazione nella Repubblica Democratica del Congo, tra cui il reclutamento di bambini soldato e le campagne di violenza contro i civili.
Lo stesso giorno l'Uganda ha deciso di chiudere il confine di Bunagana, principale posto di frontiera con la RDC.

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