Ruanda: Gli Stati Uniti sospendono aiuti militari
La decisione a seguito del Rapporto ONU che evidenzia il sostegno fornito da Kigali al M-23
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Gli Stati Uniti hanno annunciato che per quest’anno il Ruanda non riceverà aiuti militari statunitensi a causa dell’evidente sostegno fornito alla ribellione del Movimento M-23, nella provincia del Nord – Kivu nella Repubblica Democratica del Congo, RDC. Recentemente, un Rapporto ONU aveva evidenziato il sostegno accordato da Kigali ad alcuni gruppi ribelli congolesi, tra cui l’M-23.
Il Ruanda non riceverà 200mila dollari del Finanziamento Militare Estero destinati, per l’anno fiscale in corso, a sostenere l'accademia ruandese per sottoufficiali. Il fondo, cita una nota del Dipartimento di Stato Americano, sarà assegnato ad un altro Paese mentre il Governo americano valuterà la necessità di adottare ulteriori misure, continuando comunque a sostenere il Ruanda nelle missioni di pace che lo vedono coinvolto. I vertici ruandesi hanno respinto le accuse contenute nel Rapporto ONU e annunciato un incontro con il Gruppo di esperti che ha prodotto il documento per fornire prove che smentiscano il contenuto di quest’ultimo “riga per riga”.
Nonostante le accuse di sostegno fornito ai ribelli, il Ruanda si è accordato con la RDC per dar vita ad una forza regionale neutrale con il compito di pattugliare le frontiere e sradicare il movimento ribelle congolese. La proposta era stata avanzata nel corso della Conferenza Internazionale della Regione dei Grandi Laghi e ha poi trovato il sostegno dell’Unione Africana durante il recente vertice di Addis Abeba.
La ribellione del M-23 è iniziata nell’aprile di quest’anno, guidata da comandanti di etnia tutsi che vantano storici legami con il Governo ruandese. Il Movimento prende il nome da un accordo firmato a Goma il 23 marzo 2009 con la RDC e mai completamente attuato. In base all’accordo le truppe ribelli sarebbero dovute essere integrate nelle forze regolari e la loro ala politica, il Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo, trasformata in partito politico.
Il coinvolgimento del Ruanda andrebbe letto alla luce della volontà di Kigali di conservare la sua influenza regionale e avere accesso al ricco patrimonio minerario presente nel sottosuolo della Provincia congolese del Nord – Kivu.

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