Russia. “Dobbiamo proteggere la nostra lingua e la nostra cultura”, Alexei Pankin
Ieri, sulle colonne del quotidiano The Moscow Times, è intervenuto l’editorialista di punta Alexei Pankin in difesa della tradizione culturale e linguistica della Russia. Pankin si è scagliato contro il famoso programma The Voice of Russia - uno dei più seguiti del paese - in cui la maggior parte dei testi vengono cantati in inglese.
Secondo l’opinione del giornalista, bisogna seguire alla lettera l’appello del presidente Putin, il quale – in occasione del meeting dell’élite letteraria e dell’educazione nazionale – ha chiesto ai cittadini russi di “non trascurare il ruolo della loro lingua nativa”. Senza dimeticare – scrive Pankin – “le parole dello scrittore sovietico Alexander Zinovyev, che una volta disse che i russi avrebbero potuto perdere il loro ruolo fondamentale nel processo storico, a causa delle deformazioni linguistiche e culturali”.
“La nuova idea nazionale della Russia dovrebbe prendere la forma di un protezionismo culturale, non solo a livello politico, ma anche per ciò che riguarda i doveri patriottici di ognuno”, ha concluso Pankin, partendo dalla proibizione parziale dei testi canori made in USA nei programmi televisivi russi.
“Putin ha iniziato a comprendere questo punto – aggiunge l’editorialista del Moscow, quotidiano in lingua inglese – anche se bisogna capire come poter conciliare questo nuovo proibizionismo con il liberalismo economico”.

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