Russia: il leader dell'opposizione Navalny accusato di frode
Si intensifica la repressione del regime di Putin contro il movimento di opposizione al Cremlino
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Le autorità russe hanno accusato il principale leader dell'opposizione russa Alexei Navalny e il fratello di frode e riciclaggio di denaro. Vladimir Markin, portavoce dell'Sk - la Commissione Investigativa Federale russa - ha annunciato come i due sono sospettati di aver sottratto indebitamente oltre 55 milioni di rubli, pari in euro a piu' di 1,3 milioni, a una societa' commerciale operante nel settore del trasporto merci. Il denaro sarebbe poi stato parzialmente trasferito a un'altra compagnia, di proprieta' dei due fratelli, al fine di riciclarlo. L'Sk, un tempo agli ordini della Procura Generale, adesso e' subordinato direttamente al presidente del Cremlino, Vladimir Putin, del quale Alexei Navalny e' uno strenuo contestatore: in passato e' stato piu' volte arrestato, e anche incriminato per appropriazione indebita.
Navalny ha negato in modo categorico queste ultime accuse. La madre, Lyudmilla Navalnaya, ha accusato venerdì in un'intervista alla radio Ekho Moskvy che gli investigatoi vogliono mettere pressione sul figlio, ricattatandolo attraverso minacce dirette alla famiglia.
Si tratta di un nuovo tassello nell'intensificarsi della pressione legale sul movimento di protesta anti Cremlino. A luglio il 36enne Navalny era già stato accusato di avere rubato circa 380mila euro a una società di legname. Navalny è il principale oppositore del Cremlino e poco prima del voto di marzo - in cui Vladimir Putin è stato rieletto presidente - ha contribuito a organizzare una serie di manifestazioni di piazza, che hanno attirato in strada a Mosca fino a centomila persone. Per domani l''opposizione ha annunciato una protesta di solidarietà a Navalny nella capitale, nonostante le autorità non abbiamo concesso l'autorizzazione.

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