Russia: in tribunale uno degli accusati dell'omicidio di Anna Politkovskaya
La sentenza contro l'ex poliziotto russo Dmtry Pavlyuchenkov attesa per venerdì.
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L'ex poliziotto russo Dmtry Pavlyuchenkov è comparso mercoledì in tribunale per rispondere delle accuse di coinvolgimento nell'omicidio di Anna Politkovskaya, la giornalista che denunciò le azioni e le politiche di Putin in Cecenia.
Secondo gli investigatori Pavlyuchenkov faceva parte di una banda composta anche da tre fratelli ceceni Makmudov – gli operatori materiali del raid nell'appartamento della Politkovskaya il 7 ottobre 2006 – assoldati dal boss della malavita Lom Ali Gaitukayev, condannato all'ergastolo nel 2007 in un altro caso, per aver ucciso un uomo d'affari. Secondo gli inquirenti, infine, Gaitukayev lavorava per un uomo, la vera mente dell'eliminazione della giornalista, rimasto ancora sconosciuto.
Il processo contro Pavlyuchenkov – in precedenza interrotto dopo che il procuratore aveva affermato come alcuni documenti dovevano restare “segreti” e non potevano essere letti in pubblico - dovrebbe concludersi venerdì con la formula del rito abbreviato. I procuratori chiedono 12 anni di carcere per il suo ruolo nell'omicidio, quello di trovare il domicilio di Anna Politkovskaya e seguirla per avere una descrizione della routine giornaliera della giornalista. La formula abbreviata implica che nessun testimone sarà chiamato nel banco degli imputati, nessuna prova verrà esaminata, riducendo al minimo le possibilità che si possano avere nuove informazioni sull'omicidio. I fratelli ceceni Makmudov sono stati tutti assolti nel 2009 per mancanza di prove, ma il verdetto è stato poi capovolto dalla Corte suprema russa, che ha ordinato un nuovo processo.
Al tempo del suo omicidio che ha sensibilizzato l'opinione pubblica internazionale, Anna Politkovskaya lavorava per un giornale di bassa tiratura, Novaya Gazeta, conosciuto per i continui attacchi alle politiche del regime.

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