Russia. “La Russia di Putin peggio dell'URSS di Breznev”, Anders Åslund
Un’analisi impietosa quella pubblicata stamattina dal quotidiano The Moscow Times a firma di Anders Åslund, ricercatore presso l’Istituto Peterson di Washington. Infatti l’economista ha duramente attaccato il “capitalismo sovietico” di Vladimir Putin.
Nel discorso sullo stato della nazione pronunciato il 12 dicembre scorso, il presidente russo ha di fatto confermato che “l’incantesimo con il capitalismo di stato e l’economia sovietica continuerà”, ha scritto Åslund. Putin ha anche esposto il suo piano in quattro punti per tornare a crescere: “Alta qualità dell’educazione professionale, mercato del lavoro flessibile, buoni investimenti nel settore ambientale e modernizzazione tecnologica”. Per far ciò “servono ancora 2 anni e ogni contributo sarà accolto con favore”, ha detto l’inquilino del Cremlino. Sul fronte BRICS il presidente della Federazione russa ha confermato di voler aumentare la collaborazione coi paesi del blocco.
Ma dove sarebbe il carattere sovietico del programma putiniano? Secondo l’opinionista del Moscow Times, il mantenimento di un’economia eccessivamente pianificata e soprattutto la concezione dell’“ammodernamento tecnologico” limitatamente all’industria della difesa fanno della Russia un paese chiuso al vero cambiamento: “Dobbiamo creare degli standard tecnologici così come è stato già fatto nel periodo sovietico”, ha incalzato Vladimir Putin. Ma Åslund ha fatto notare che “gli IPhone e gli IPad non sono stati creati dagli standard statali ma dalla competizione sul mercato”. E ha aggiunto: “Putin è ignaro del perché l’Unione Sovietica sia collassata e infatti non ha mai nominato la parola privatizzazione nel suo discorso, vietando addirittura l’offshore per le aziende nazionali (che di fatto sono multinazionali)”.
“Le politiche economiche di Putin sono più obsolete di quelle di Breznev”, ha quindi concluso il columnist svedese.

1.gif)
