Russia. “L’Europa è contenta di vedere affondare l’Ucraina”, Sergei Aleksashenko
“Questa generazione di leader europei è pronta a compiere gli stessi errori dei suoi predecessori”. L’ha scritto l’ex ministro delle Finanze russo Sergei Aleksashenko sul The Moscow Times. L’economista ha rimproverato all’Europa l’errore politico, compiuto all’indomani della caduta del Muro, di non organizzare da subito un nuovo Piano Marshall per i paesi post-sovietici dell’Europa orientale.
Infatti l’ex primo vice presidente della Banca Centrale Russa – criticato di recente dal Cremlino per aver accettato un incarico accademico a scadenza negli USA – ritiene che questa mossa avrebbe favorito e accelerato l’allargamento europeo a est già negli anni Novanta, Ucraina e Bielorussia comprese.
Ma in realtà – ha commentato Aleksashenko – la pur debole economia russa ha garantito una vicinanza economico-politica a questi ultimi due paesi, dalla quale è difficile svincolarsi facilmente. L’ex ministro imputa ai ritardi dell’Europa la scelta putiniana di riproporre un’“Unione Sovietica 2.0”.
Sul rifiuto dell’Ucraina di firmare questo giovedì l’Accordo di Associazione con l’Ue, l’economista ha detto: “Il presidente Yanukovich e la maggior parte della classe politica sanno che l’economia del paese potrebbe beneficiare dell’entrata nell’Ue, ma, sebbene Kiev abbia fatto il primo passo, i politici di Bruxelles non gli sono andati incontro”. Per questo motivo – ha sentenziato Aleksashenko – il soft power di Vladimir Putin ha funzionato: il presidente russo ha dimostrato la sua vicinanza al paese, più dell’Europa.
“Per dirla con una battuta attribuita al senatore USA John McCain, durante gli ultimi colloqui, Yanukovich non ha letto negli occhi di Putin la scritta ‘KGB’ ma ha visto l’interesse di un alleato storico da sempre legato all’Ucraina”. Diversamente da Mosca, Bruxelles non ha voluto garantire quei 7-8 miliardi di dollari necessari al paese per evitare il collasso economico, ha concluso l'ex ministro.

1.gif)
