Russia: Pussy Riot trasferite nelle regioni dei Gulag
Il tribunale di Mosca ha deciso per il trasferimento in colonie penali, definite "brutali" dagli attivisti per i diritti umani
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Le due ragazze della punk band russa Pussy Riot arrestate dopo la performance nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alekhina, sono state trasferite in due colonie penali, su richiesta dei giudici. La notizia, rimbalzata sui media russi, è stata confermata all'agenzia Afp dall’avvocato delle giovani, Mark Feigin, che non ha però saputo dire con certezza in quale luogo siano state mandate le ragazze. “Ho contattato il Centro di Detenzione, e mi hanno detto che Alekhina e Tolokonnikova sono state trasferite nelle colonie penali. Ma si sono rifiutati di dirmi dove esattamente”, ha dichiarato il legale, ripreso dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti, precisando che maggiori informazioni gli verranno date solamente in privato. Alcuni "parenti sono venuti a portare loro provviste e hanno appreso che Nadezhda è stata inviata nella regione della Mordovia (500 km a est di Mosca, ndr) e che Maria Alyokhina è stata inviata nella regione di Perm (Urali)", ha confermato l'avvocato Violetta Volkova, precisando che le donne sono partite sabato e che sono ancora in viaggio
Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa AFP, Maria e Nadezhda, condannate a due anni con l’accusa di “teppismo motivato da odio religioso”, sarebbero state portate rispettivamente in una colonia penale di Perm, in Siberia, e in Mordovia. Luoghi definiti “brutali” da alcuni attivisti per i diritti umani e che durante l'era sovietica ospitavano campi Gulag. La scelta del regime di Putin potrebbe essere volta a dare un segnale forte all'opposizione, in un momento in cui la sua autorità è sempre più in discussione. La scorsa settimana, la terza componente del gruppo, Ekaterina Samutsevich, è stata scarcerata dal tribunale di Mosca, non avendo preso parte all'esibizione perché cacciata fuori dalla chiesa ancora prima di riuscire a prendere la chitarra. Il legale della Samutsevich ha annunciato nei giorni scorsi che ricorrerà alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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