Sarkozy: "Nessun accordo con Le Pen".
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Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha dichiarato che non stringerà alcun accordo con l'estrema destra in vista del ballottaggio delle presidenziali del prossimo 6 maggio. Anche se non smette di corteggiare i 6 milioni di francesi che hanno deciso di votare Le Pen. "Non ci saranno ne' un accordo con il Front National ne' ministri provenienti dalle sue file, io non l'ho mai voluto", ha puntualizzato Sarkozy nel corso di un'intervista rilasciata all'emittente radiofonica France Info. “Non ci sarà accordo con il Front national, non ci saranno ministri del Front national”, ha promesso Sarkozy, “Ma mi rifiuto di demonizzare gli uomini e le donne che, votando per Marine Le Pen, hanno espresso un voto di crisi, di protesta, di sofferenza, un voto di disperazione. Devo tenerne conto”. Poi ha criticato il socialista Francois Hollande, grande favorito nei sondaggi per il successo finale: lui, ha ricordato, "sostiene che 'hanno torto'. Io credo pero' che, quando la gente si esprime, torto non ne abbia". D'altra parte, ha ricordato, se le leggi vigenti permettono al Front National di partecipare alle elezioni, le idee di cui si fa interprete vanno rispettate. Ha anche tacciato di scarsa democrazia alcuni tra gli alleati del candidato avverso, a cominciare da Jean-Luc Melechon, rappresentante della sinistra radicale che, piazzatosi quarto domenica, ha subito dato il proprio appoggio a Hollande. "Quando Melenchon sostiene che Cuba e' una democrazia, oppure che se i suoi militanti incontrano per strada un ricco debbono svuotargli il portafogli", ha ironizzato, "forse qualcuno lo rimprovera?".
Nessuna pressione, annuncia dal canto suo François Hollande, rispetto al “suo” ago della bilancia, il centrista François Bayrou. Il candidato socialista cerca inoltre di pescare voti a sinistra come a destra, giocando la carta del voto agli stranieri e di un’altra Europa: “Ho affermato, ancora prima di questa elezione, che rinegozierò il trattato europeo sul debito. Non per toccarne la parte seria, che è indispensabile. Ma per far sì che ci sia crescita e attività, che l’Europa possa guardare al futuro e per dire no all’austerità per tutti e per sempre”. Nella campagna di Francia, conta anche la numerosa comunità armena. Entrambi gli sfidanti, presenti alla commemorazione parigina del massacro del 1915, hanno promesso di far rivotare la legge di Sarkozy sul genocidio, bocciata dalla Corte costituzionale.

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