Scontri per la terra al confine tra Mali e Burkina Faso
Il vuoto di potere in Mali rischia di destabilizzare l'intera regione occidentale dell'Africa. Dopo che i ribelli Tuareg e quelli islamisti hanno conquistato gran parte del nord del paese, Bamako deve affrontare ora una nuova controversia di confine. Almeno 25 persone sono state uccise, infatti, nei scontri a fuoco al confine tra Mali e Burkina Faso tra i contadini della tribù Dogon ed i nomadi Fulani. A riportarlo sono state le autorità della Burkina Faso, che hanno sottolineato come i combattimenti iniziati giovedì si siano principalmente concentrati vicino alla città maliana di Sari, a 15 km circa dal confine con il Burkina Faso. Secondo quanto affermato dal governatore della provincia settentrionale del Burkina Faso, Khalil Bara, la controversia va ricondotta ad un accordo firmato dai due stati africani, che permette ai contadini del Burkina di far pascolare il loro bestiame sui campi in Mali. Durante il governo dell'ex presidente Amadou Toumani Toure, i Fulani potevano entrare in Mali attraverso corridoi speciali, ma i Dogons si sono sempre lamentati che i bestiami danneggiavano i loro raccolti. "I Dogons hanno deciso di approfittare della crisi in Mali e deciso di attaccare gli insediamenti Fulani" ha dichiarato Bara, sottolineando come la maggior parte delle morti sono d'etnia Fulani.
La situazione interna in Mali non sembra stabilizzarsi. Dopo l'accordo con l'Ecows da parte dei golpisti militari che sembrava indicare la strada per un periodo di transizione pacifica, il ferimento del presidente ad interim Traorè da parte di manifestanti che hanno fatto irruzione nella sua dimora ha rigettato il Mali nel caos politico. Traorè è volato a Parigi per curarsi ed il potere politico è tornato nelle mani di Sanogo, leader del colpo di stato del 22 marzo.

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