Scudo spaziale in Europa: la Russia minaccia un attacco preventivo
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La questione dello scudo antimissile in Europa rischia di riaprire una nuova corsa agli armamenti. Questo è il chiaro messaggio espresso nel discorso del presidente russo Dmitri Medvedev, tenutosi giovedì nel primo dei tre giorni della conferenza sulla difesa missilistica a Mosca, riguardo ai progetti americani per lo scudo spaziale in Europa “con o senza un accordo con la Russia”. “Non riusciamo a trovare una soluzione in merito alla difesa missilistica europea che soddisfi entrambe le parti. Siamo in un vicolo cieco”, ha incalzato poi il ministro della difesa, Anatoli Serdiukow. “Lo scudo è un test per il futuro della cooperazione Russia-NATO. Se questa prova non verrà superata, saremo costretti ad intraprendere le misure militari necessarie”. Ma Russia e Stati Uniti possono ancora raggiungere un accordo: “La situazione è delicata, ma, come in passato nel caso dei tagli agli armamenti nucleari, anche la disputa sullo scudo missilistico può essere risolta. Almeno in linea di principio”.
Il completamento della prima fase del progetto sarà annunciato a fine mese nel summit della Nato a Chicago. La Russia non esclude dunque l’uso preventivo di armi contro il sistema di difesa missilistico NATO in Europa, “ma solo come ultima istanza”, assicura il generale Nikolai Makarov, capo di Stato Maggiore russo. “Il posizionamento di nuove armi nel sud e nel nordovest della Russia contro i componenti di difesa missilistica NATO, compreso il dispiegamento dei sistemi missilistici Iskander nella regione di Kaliningrad, è una possibile soluzione per neutralizzare le infrastrutture di difesa missilistica europee”. Tenuto conto della “natura destabilizzante del sistema di difesa missilistico, l’eventualità di un uso preventivo delle armi a nostra disposizione sarà presa in considerazione qualora la situazione dovesse aggravarsi”. “Ovviamente prendiamo molto sul serio le preoccupazioni russe e vogliamo ascoltare tutti i dettagli delle loro argomentazioni”, la risposta del vicesegretario della Nato, Alexander Vershbow. “Ma allo stesso tempo restiamo convinti che, da un punto di vista tattico, l’analisi russa è debole sotto vari punti di vista”.
Secondo gli analisti russi, lo scudo missilistico europeo potrebbe, entro il 2020, essere in grado di intercettare i missili balistici intercontinentali russi e i missili lanciati dai sottomarini balistici. Nel vertice di Lisbona del 2010, Stati Uniti e NATO avevano approvato lo sviluppo del sistema missilistico. Da allora i colloqui tra Russia e Alleanza atlantica sono in fase di stallo, per il rifiuto di quest’ultima di fornire garanzie giuridiche affinché lo scudo non venga utilizzato contro il deterrente nucleare della Russia. Durante l’amministrazione W. Bush, il Pentagono aveva previsto l’installazione della maggior parte degli impianti dello scudo missilistico in in Romania, Polonia e Repubblica Ceca, ma con l’arrivo di Obama i piani sono stati ridimensionati. Attualmente lo scudo consiste in un sistema di intercettori basati a terra e in mare in tutta Europa.

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