Si apre ad Istanbul la seconda conferenza internazionale sulla Somalia

1036
Si apre ad Istanbul la seconda conferenza internazionale sulla Somalia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Si è aperta venerdì, a Istanbul, la conferenza internazionale di due giorni sulla crisi in Somalia. Il premier islamico turco Recep Tayyip Erdogan e il segretario dell'Onu Ban Ki-moon hanno accolto le delegazioni di oltre 54 Paesi - presente per l'Italia il ministro degli Esteri Giulio Terzi - che si incontrano per delineare le vie di uscita dall'attuale fragile fase di transizione verso una ipotetica stabilizzazione del paese dopo 20 anni di sanguinosa guerra civile. Presenti anche il presidente e il primo ministro somali di transizione Sheik Sharif Ahmed e Abdiwell Mughammed Ali, il capo della diplomazia britannica William Hague, il segretario dell’organizzazione degli stati islamici (Oci), Ekmeleddin Ihsanoglu e il presidente della Commissione dell’Unione Africana (Ua) Jean Ping. I grandi assenti saranno i rappresentati del Puntland e del Galmudug – regioni semi-autonome - che hanno ritirato la loro adesione all’ultimo momento.
La guerra civile in Somalia, in 20 anni, ha causato la morte di almeno 500mila persone, anche se altre fonti arrivano fino a 1,5 milioni di morti, oltre a 800mila profughi e 1,5 milioni di sfollati su una popolazione totale di 9,5 milioni. In un clima di anarchia interna, con il gruppo fondamentalista islamico legato ad Al Qaeda in grado di destabilizzare il fragile potere di transizione del governo di transizione con attentati terroristi continui e la presenza dei pirati rendono la soluzione della crisi somala una necessità impellente della comunità internazionale. Nella Conferenza di Londra del febbraio scorso erano state gettate le basi di una road map di stabilizzazione, perlopiù rimasti inattuatate.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti