Si commemorano i vent'anni dall'inizio dell'assedio di Sarajevo

1328
Si commemorano i vent'anni dall'inizio dell'assedio di Sarajevo

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Sono passati vent'anni da quando, nell'aprile del 1992, cominciò l'assedio di Sarajevo. In quarantatre mesi in cui non vi era possibilità di accesso nella città, sono morti 11.541 persone, oltre a 50.000 feriti e mutilati dalle granate serbe. Il 6 aprile 1992 arrivò il primo bombardamento ad opera dell'artiglieria pesante dell'esercito federale, a grande maggioranza serba, che già da due mesi era dispiegata sulle colline tutt'intorno alla città. Le Nazioni Unite attuarono un ponte aereo per gli aiuti umanitari, dispiegando 24 mila caschi blu in tutta la Bosnia, ma la gente nella capitale e nel resto del Paese continuò a morire per tre anni e mezzo. Quando, il giorno successivo, la Comunità Europea e gli Usa riconobbero l’indipendenza della Bosnia dalla Jugoslavia, cominciò una delle più sanguinose guerre che la storia ricordi: la Guerra di Bosnia. Gli abitanti di Sarajevo riusciranno solo nell'estate del 1993 a fare una "breccia" nel muro di sangue e di terrore, scavando un tunnel sotto la pista dell'aeroporto.
Nel più lungo assedio della storia moderna le tecniche usate sembravano prese dalle cronache medievali: cibo, acqua, luce, gas, erano diventati strumenti di guerra. Gli assedianti controllavano anche i convogli di aiuti umanitari scortati dai Caschi blu, cercando di prendere Sarajevo, oltre che per fame e freddo, seminando terrore: bombardavano ospedali, scuole e biblioteche, i cecchini sparavano anche sui bimbi di pochi anni e le granate colpivano i civili mentre prendevano un caffé, attraversavano una strada, raccoglievano legna o prendevano l'acqua, e anche mentre seppellivano i propri morti. Ogni assembramento rischiava di diventare una strage, come quella del 27 maggio 1992, quando un colpo di mortaio uccise 23 persone in fila per comprare il pane, fino al massacro del mercato il 5 febbraio 1994 con 68 morti, e a quello del 28 agosto 1995, con 41 morti, che provocò la reazione della Nato e gli attacchi aerei contro le postazioni di artiglieria serbe.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Le più recenti da Europa

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti