Somalia: Al-Shabaab ha rivendicato l'attentato a Mogadiscio
L’attacco giunge in un momento di relativa calma nella città, dopo il ritiro di al-Shabaab nell'agosto 2011
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L’attentato kamikaze avvenuto ad un posto di blocco nei pressi di Villa Somalia, a Mogadiscio, che ospita sia gli uffici del presidente, Hassan Sheikh Mohamud, che quelli del primo ministro, Abdi Farah Shirdon Saaid, è stato rivendicato dai miliziani somali di al-Shabaab. La dichiarazione del gruppo parla di almeno sette vittime tra i soldati l’Esercito nazionale somalo, mentre le autorità di Mogadiscio parlano di un soldato morto e due feriti gravi. Il gruppo affiliato ad al-Qaeda ha promesso di rovesciare il governo del presidente Sheikh Hassan Mohamud, eletto nel mese di settembre.
Il Rappresentante speciale per la Somalia del Presidente della Commissione dell'Unione Africana , l’Ambasciatore Mohamat Annadif, ha condannato l'attacco terroristico nella capitale somala e ha elogiato la rapida azione delle Forze di sicurezza che ha impedito la perdita di vite civili.
Anche l’Ambasciatore italiano in Somalia, Andrea Mazzella, ha condannato l’attacco. Lunedì, l’Ambasciatore Mazzella ha incontrato il Primo Ministro somalo per discutere il ruolo dell’Italia nella stabilizzazione della Somalia. "L'Italia è pronta ad aiutare la Somalia nei settori della sicurezza, della giustizia, dei servizi sociali e dei diritti umani", ha dichiarato Mazzella dopo il vertice bilaterale.
L’attacco giunge in un momento di relativa calma nella città, dopo il ritiro di al-Shabaab che controlla ancora alcune aree della Somalia meridionale e centrale e continua ad essere una minaccia per la sicurezza di Mogadiscio. Il ripristino della sicurezza e la ristrutturazione delle Forze Armate sono le principale sfide della Somalia che dallo scorso settembre ha istituzioni democratiche dopo 20 anni di conflitti. La missione dell’Unione africana in Somalia, Amisom, è direttamente impegnata nella formazione e nell’addestramento di un Esercito nazionale somalo e delle Forze di polizia. Sicurezza e forze nazionali sono stati gli argomenti centrali del discorso del presidente Mohamoud al vertice dell’Unione africana di Addis Abeba. Il Presidente ha colto l’occasione per chiedere all’organismo africano di sostenere la revoca dell’embargo sulle armi per poter ristrutturare le Forze Armate nazionali.
Lo scorso novembre, l’Unione africana aveva chiesto al Gruppo di monitoraggio sulla Somalia e l’Eritrea di rivedere l’embargo sulle armi, imposto alla Somalia nel 1992, per consentire all’esercito governativo di consolidare i successi militari ottenuti contro i miliziani somali di al-Shabaab.
Il miglioramento del quadro complessivo della sicurezza nel Paese ha consentito ai funzionari del Programma alimentare mondiale di riprendere le operazioni nella città di Kismayo per la prima volta dopo quattro anni.
La Redazione
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