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Spagna: una dittatura mascherata da democrazia

 

Affinché tutto resti uguale è necessario mostrare la faccia più odiosa e abominevole del franchismo mai sepolto. Durante gli ultimi quarant’anni la Spagna ha vissuto una dittatura mascherata da democrazia



di Miguel Angel Ferrer - teleSUR
 

Non è facile trovare una spiegazione razionale alla feroce determinazione opposta da Mariano Rajoy alla realizzazione del referendum convocato per sancire l’indipendenza della Catalogna dal Regno di Spagna. Non è forse un diritto umano fondamentale decidere liberamente sul presente e sul proprio futuro?

 

Cosa preoccupa tanto Rajoy fino a spingerlo ad impiegare la forza bruta per impedire la libera espressione dei catalani sul proprio futuro? E cosa ha portato Felipe di Borbone a mostrarsi come un autocrate del cinquecento, abbandonando il ruolo prefabbricato da presunto fattore di equilibrio, di bilancia nella lotta politica, sociale, economica e culturale tra gli spagnoli?

 

La legalità? Importa della legalità, della certezza del diritto ai famosi corrotti che albergano nei palazzi della Moncloa e la Zarzuela? I banditi sono preoccupati per l’applicazione di quella legge che se fosse applicata correttamente li confinerebbe in una prigione per criminali comuni?

 

E lo stesso potrebbe dirsi dei predecessori di Felipe di Borbone e Mariano Rajoy: Juan Carlos, Felipe Gonzalez e Jose Maria Aznar, tutti dotati di una documentata fama pubblica di ultracorrotti e colpevoli di crimini contro l’umanità. 

 

Di conseguenza, l'unica spiegazione per il comportamento irrazionale, arbitrario e autocratico di Rajoy e del Borbone è la paura di consentire, al di là degli effetti immediati, un precedente di vera democrazia, di democrazia elementare, dell'unica vera democrazia che è la consultazione popolare.

E questo non può essere permesso perché implica che le altre nazioni della Spagna potrebbero anche voler esprimersi liberamente per abbandonare o rimanere nello stato monarchico cui appartengono solo per volontà del ‘Caudillo di Spagna per grazia di Dio’. 

 

Felipe di Borbone, Rajoy e la destra spagnola e centralista hanno il film ben chiaro: in Catalogna adesso e da oltre un secolo la monarchia è in discussione. E quello che si dice per i Paesi Catalani si può affermare per i baschi e per le altre nazioni dello Stato spagnolo. Oppure qualcuno può affermare che in Spagna adesso tutti gli spagnoli, casigliani compresi, siano sostenitori della monarchia?

 

«Peor es menarlo» affermava il castiglianissimo don Chisciotte de la Mancha. «Non muovetevi, restate tranquilli, così stiamo bene» sono le consegne del conservatorismo e della reazione. Affinché tutto resti uguale è necessario mostrare la faccia più odiosa e abominevole del franchismo mai sepolto. Durante gli ultimi quarant’anni la Spagna ha vissuto una dittatura mascherata da democrazia. 

 

(Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde)

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