Spagna: violente proteste contro l'austerity
Secondo il ministero dell'economia spagnolo si è a concreto rischio fallimento. "Abbiamo le casse vuote"
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Non più dalla Grecia, ma dalla Spagna torna la paura di contagio nell'Ue. Mentre oggi l'Eurogruppo darà l'ultimo sì ai primi 30 miliardi di aiuti necessari per il salvataggio del sistema finanziario spagnolo, Madrid è stata ieri sera il teatro di scontri tra polizia e manifestanti, in piazza contro il rigore al grido di «No» al nuovo piano di austerity del governo approvato dal Congresso giovedì che prevede l'aumento dell'Iva, ed ulteriori tagli che colpiscono in particolare il settore statale. Una partecipazione di massa - almeno 100 mila persone secondo il Pais online - ha solcato le strade della capitale dietro invito dei sindacati nello stesso giorno in cui il ministro del bilancio, Cristobal Montoro ha ammesso che «non ci sono soldi in cassa per pagare i servizi pubblici». Il ministero dell'Economia di Madrid ieri ha pubblicato i dettagli dell'accordo per gli aiuti fino a 100 miliardi di euro, precisando che l'ammontare esatto del prestito "sarà conosciuto dopo che verra completata l'analisi banca per banca". Il meccanismo, ha inoltre precisato il governo, sarà disponibile fino al 31 dicembre del 2013 e il tasso d'interesse del prestito sarà variabile. "Ecco, noi danneggiamo l'euro con l'aumento del nostro debito sovrano", ha aggiunto il ministro, cercando di difendere i tagli alla spesa che hanno scatenato la protesta dell'opposizione e popolare. Sui mercati, Madrid archivia un'altra giornata di passione: l'asta del Tesoro iberico chiude con la domanda in calo mentre il rendimento dei titoli vola oltre la soglia critica del 7%, un livello "insostenibile" nel medio periodo. Agire sui mercati per far calare la febbre degli spread diventa una priorità. Il nuovo memorandum d'intesa per gli aiuti alle banche "fino a 100 miliardi di euro" che arriva oggi all'Eurogruppo (riunito in conference call) non esclude la possibilità di usare parte dei soldi inutilizzati per rispondere ad altre richieste di assistenza finanziaria della Spagna, purché Madrid presenti una nuova domanda, negozi un nuovo memorandum d'intesa e il totale delle assistenze finanziarie non superi i 100 miliardi a disposizione.
Nonostante le smentite ufficiali del portavoce del commissario Ue Olli Rehn, rispetto alla prima stesura, il nuovo accordo apre all'ipotesi che Madrid possa usare parte degli aiuti per fare intervenire il fondo salva Stati Efsf per calmare la febbre dei rendimenti che fa salire la paura del contagio. "Con questa speculazione internazionale quasi tutti siamo a rischio default", commenta il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Secondo l'associazione, il maggior spread Btp-Bund di 300 punti rispetto ai fondamentali causa "perdite pari allo 0,9% del Pil" e brucia 144mila posti di lavoro. Il ministro dell'economia Vittorio Grilli non vede invece aumenti del rischio contagio: "la situazione non è cambiata sostanzialmente rispetto ai giorni scorsi", ragiona. Parlando al Bundestag, il ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble ha insistito "sul rischio potenziale" per gli altri paesi dell'eurozona se non si aiuta la Spagna a risollevare le sorti delle proprie banche.

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